Mani e piedi

DIY #01. Il salva unghie

(ūüď∑ Insta post)

Inauguro questo blog con una rubrica DIY: l’intramontabile (e nostrano)¬†fai da te. ūüôā

Voglio iniziare condividendo con voi¬†un¬†rimedio casalingo di grande semplicit√† ed efficacia, da realizzarsi con ¬†ingredienti che ogni amante della green beauty¬†avr√† senz’altro¬†in casa.

Amo l’autunno, la maniera fulgida ¬†e teatrale¬†in cui la natura modifica il proprio¬†aspetto, prima di arrendersi¬†al pi√Ļ grigio¬†inverno. Ahim√®, per√≤, si tratta¬†anche¬†di una stagione che, noto ormai da qualche anno, influisce negativamente sulla salute delle mie unghie e dei miei capelli che riscopro fragili e bisognosi di cure extra.

Il primo intervento riguarda¬†l’alimentazione, con un consumo maggiore di¬†alimenti ricchi di amminoacidi, oligominerali (zinco, ferro e rame)¬†e vitamine (A, B5, B6, C ed E), i quali costituiscono¬†la cheratina, la proteina responsabile della crescita di unghie e capelli sani. Mi riferisco ai cereali integrali, i crostacei, i legumi, il germe di grano¬†(consigli su come utilizzarlo in cucina), il miglio, il pesce azzurro, le noci, le cipolle, i broccoli…

A ci√≤ va poi affiancato¬†un trattamento¬†dall’esterno, di natura topica.

Parler√≤ della mia chioma (finalmente fluente!) in altra sede (e fino alla nausea,¬†ve lo assicuro), affrontando qui, come da titolo, l’argomento unghie.

Parto da una premessa. Fino al compimento dei¬†17 anni ho praticato con entusiasmo¬†l’onicofagia (leggasi:¬†ero una divoratrice di¬†unghie), smettendo poi di punto in bianco.¬†Da qui √® iniziata la battaglia¬†(faticosissima) per¬†ottenere¬†artigli¬†dalla lunghezza decente e che non crescessero storti o trasparenti come carta velina. L’impresa √® riuscita in circa 18 mesi e il passo successivo √® stato quello di innamorarmi dello smalto (questo sconosciuto, ma forse non era esattamente un male…). Poterlo sfoggiare¬†con orgoglio, cambiando colore ogni cinque giorni,¬†su¬†grinfie¬†ormai¬†da arpia,¬†√® ben presto diventata un’abitudine che mi ha accompagnato per i successivi dieci anni.

Detto diversamente? Vittima di tanto zelo, ho soffocato le unghie per tale lunghissimo arco temporale, comprensivo anche della parentesi (infelice) della sperimentazione con il gel (sorvoliamo sulle conseguenze disastrose di tale pratica).

Come ovvio,¬†mi riferisco ad un’epoca nella quale ci connettevamo ad Internet con il dial-up (massimo un’ora al giorno, pena bollette salatissime in¬†lire. La preistoria, mi rendo conto) e la cosmesi verde¬†era pressoch√© sconosciuta, a me soprattutto, vivendo in un paesino di 4500¬†anime con a malapena una profumeria (regno peraltro di petrolati e siliconi come nella migliore tradizione).

Applicare lo smalto per me √® equivalso per anni alla validazione¬†dei miei sforzi da ex onicofaga. Un rituale di bellezza legato ad una vittoria personale. Mai avrei immaginato che ci√≤ potesse stressare le unghie. Non stendevo¬†forse sempre la base? Che poi questa contenesse sostanze dannose, esattamente come la maggior parte dei miei (ex) smalti o¬†il top coat, senza dimenticare il solvente a base d’acetone (un must have degli anni bui), vi sembrer√≤ tonta, ma NON lo sospettavo minimamente. Non se ne parlava, non si leggeva nulla al riguardo. Il prezzo di un¬†prodotto ne¬†garantiva “automaticamente” la qualit√† in fatto di materie prime, per cui uno smalto costoso era certamente migliore di uno comprato al mercato. Quanta ingenuit√† da parte mia, eh? Ma del resto, la nozione di¬†INCI non mi aveva ancora aperto gli occhi.

Penso a tale momento come a uno spartiacque tra il prima e il dopo, l’ignoranza e la consapevolezza, la melma degli ingredienti di origine sintetica e il verde di quelli eco-sostenibili.

Attuato ufficialmente il passaggio al BIO, non ho potuto che fare¬†pulizia in¬†bagno, gettando gli smalti da cartellino¬†rosso (contrariamente ad altri cosmetici con INCI¬†non accettabile, non √® stato possibile riciclarli), facendo attenzione ad acquistarne di nuovi privi di toluene, formaldeide, canfora…¬†o, nel caso del solvente, di acetone (la cui puzza, oscena, sono ben lontana dal rimpiangere).

Nonostante ci√≤ comunque, la situazione delle mie unghie non √® migliorata come speravo. Il¬†loro aspetto al naturale, una volta tolto lo¬†smalto, era ancora pessimo. Limate a dovere e laccate con precisione apparivano ben diverse: sane, forti,¬†belle. Ma a me non andava pi√Ļ bene. Che senso aveva continuare ad auto-ingannarmi?

Circa due settimane fa, guardandole alla luce del sole e decidendo di vederle per quelle che erano in realtà (sfaldate, deboli, ingiallite), ho detto ciao allo smalto e iniziato a farle, finalmente, respirare.

Meditando su questa risoluzione, drastica ma necessaria, le ho limate (intervenendo sulle estremit√† malmesse)¬†e, per quanto non fossi (sia, nemmeno adesso) pi√Ļ abituata a vederle senza smalto, ho resistito alla tentazione di comprare¬†un prodotto ricostituente¬†che potesse facilitarne¬†la ripresa o conferire lucentezza. Stranamente, nemmeno l’idea di optare per un trattamento BIO¬†(sono sempre disposta a provarne), mi ha persuaso all’acquisto.

Credo volessi valutare quanto l’assenza dei soliti quattro strati filmanti (base, smalto x2 e top coat) finisse con l’influire¬†sul miglioramento che auspicavo. E beh, posso dirvi che da 1 a 10, siamo sul 7 abbondante, per quanto si tratti di¬†processo che richieder√†¬†tempo (e pazienza).

Il giorno del grande ripudio, parlando al telefono con¬†mia madre, le ho menzionato la novit√†, ripetendo pi√Ļ di una volta le parole “schifo” e “fanno pena”, al che lei ha osservato:¬†“Se sono messe cos√¨ male, perch√© non provi il rimedio della¬†nonna?¬†Ti ricordi che mani curate aveva?”.

Ed, effettivamente, visualizzando¬†l’immagine della mia nonna paterna, un unico aggettivo si √® affacciato sulle labbra¬†per descriverne mani e unghie: “perfette”. E non perch√© andasse dall’estetista mattina e sera. Tutt’altro! Ha vissuto¬†in campagna per tutta la vita e non era certo estranea al lavoro nei campi o¬†in giardino. √ą morta quando ero piccola, ma di lei conservo comunque tante istantanee nella testa. “S√¨”, le ho risposto soltanto, avvertendo un velo di nostalgia cingermi¬†le spalle, come uno scialle.

“Ecco… utilizzava sempre i guanti e ricordo come se fosse ieri¬†che teneva le mani a bagno in acqua, bicarbonato e succo di limone e che tutte le sere, dopo aver lavato i piatti, le massaggiava a lungo¬†con l’olio d’oliva. In casa non mancava certo”, ha riso¬†di nuovo mia madre, ma con dolcezza adesso, perch√© gli¬†uliveti di famiglia sono ancora rigogliosi e si continua a coltivarli proprio come un tempo.

Naturalmente ho fatto tesoro del suo consiglio, iniziando subito¬†con il maniluvio sbiancante. √ą bastato prendere una bacinella, colmarla per tre quarti di acqua tiepida, aggiungere un bel¬†cucchiaio di bicarbonato di sodio (avendo l’accortezza di farlo sciogliere per bene) e da ultimo, il¬†succo di mezzo limone. Ho tenuto poi le mani a mollo per circa un quarto d’ora, le ho asciutte con un asciugamano di lino, applicato la crema all’olio di argan della Omia Laboratoires et voil√†.

Da allora, ho ripetuto il procedimento altre tre¬†volte e vedo gi√† un prima e dopo. La superficie delle unghie “vecchie” √® decisamente¬†meno opaca, mentre lo stacco di colore con la porzione “nuova”, in crescita, √® sensibilissimo.

L’aiuto pi√Ļ grande per√≤ lo sta dando lo smalto a base d’olio o meglio di oli.

Il plurale √® necessario perch√© ho arricchito la formulazione minimalista del rimedio originale, tenendo conto della condizione attuale delle mie unghie (oltre che della disponibilit√† di determinati ingredienti in casa). Avevo cio√® bisogno di sostanze¬†che,¬†aggiunte all’olio d’oliva, ne aumentassero¬†l’azione nutriente e rinforzante, agendo¬†poi positivamente anche sullo sfaldamento della lamina ungueale.

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‚úŅ Il salva unghie¬†ultimato.¬†‚úŅ

Occorrente

  • 1 flaconcino per smalto vuoto (io ne ho riciclato – ovvero svuotato, lavato, sgrassato e asciugato – uno da¬†10 ml)

Ingredienti e dosi

  • Olio d’oliva (3 ml)
  • Olio di ricino (3 ml)
  • Olio di mandorle dolci (3 ml)
  • OE di limone (10 gocce) (da sostituire, in alternativa, con OE di pompelmo o lavanda)

Procedimento e applicazione

Ho versato¬†nel flaconcino tutti gli ingredienti, in successione, lentamente e facendo attenzione a centrare per bene l’apertura (√® piuttosto stretta,¬†per questo consiglio di¬†stendere¬†una spugna umida sul piano di lavoro, nel caso in cui qualche goccia scivoli lungo le pareti di vetro). Ho avvitato il tappo dell’applicatore e agitato leggermente per mescolare gli oli¬†tra di loro.

Una volta preparato lo smalto, l’ho applicato e lasciato in posa per un quarto d’ora, dopodich√© ho massaggiato¬†la superficie di ogni singola unghia per almeno 30 secondi, con movimenti circolari.

Frequenza nell’utilizzo

Fatta eccezione per quando esco¬†(rientrare ad una certa ora, di notte, mi impigrisce da morire e i residui finali di energia li impiego per struccarmi),¬†sto cercando di applicare lo smalto dalle 4 alle 5 volte a settimana, ormai in pigiama, dopo essermi lavata, struccata ecc, in maniera tale da essere sicura di non toccare pi√Ļ l’acqua fino al mattino successivo.

Lo smalto, grazie all’aggiunta dell’olio di ricino, dalla¬†consistenza leggermente¬†viscosa, risulta liquido ma non al punto da colare gi√Ļ per le dita. Dopo il massaggio, l’olio andr√† a finire sulle cuticole, il che non √® assolutamente un male dato che¬†ne gioveranno anch’esse, ammorbidendosi. Come step finale, ¬†estendete il massaggio alle mani stesse. La piccola quantit√† di olio che vi ritroverete sui polpastrelli non le render√† bisunte, ma avr√† comunque il potere di nutrirle (meglio ancora, se dormirete con indosso dei guanti di cotone).

Annessi e connessi

  • Spazzola pulisci unghie (da utilizzare durante il maniluvio);
  • Lima lucidante o “buffer multi-facce” (da utilizzare una volta al mese, senza insistere troppo sulla lamina ungueale). Se utilizzata bene, rende le unghie naturalmente lucide, in barba allo smalto trasparente o il top coat effetto gel.
  • Guanti di gomma¬†(da utilizzare ogni volta che si¬†ha a¬†che fare con acqua e detergenti con¬†composizioni chimiche aggressive). Sono scomodi da mettere e togliere, specialmente quando si fanno pi√Ļ cose contemporaneamente in¬†cucina, ma il gioco, pensando all’esempio concreto di mia nonna, vale decisamente la candela.

Alla prossima!

-Dani ūüćāūüíčūüćĀ

 

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12 thoughts on “DIY #01. Il salva unghie

  1. ciao dany,
    ottimo suggerimento anche questo…sapevo del bicarbonato e del limone (mia madre lo usa ancora) ..dovr√≤ annotarmi questa tua bio ricetta poich√® le unghie le ho fragili e si sfogliano con facilit√† ; tra i lavori di pulizia domestica in casa mi si spezzano che √® una meraviglia:-((((
    un bacione
    daniela

    Liked by 1 persona

    1. Ti consiglio davvero di preparare questo semplicissimo smaltino. Sono tre mesi che ne faccio un uso costante e le mie unghie sono praticamente rinate. Ci vuole pazienza, ma se uno non si aspetta dei risultati irrealistici già dopo la prima applicazione, finirà col rimanere piacevolmente sorpreso, oltre che soddisfatto. :-*

      Liked by 1 persona

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