Igiene intima e orale

Recensione #08. BIOREPAIR ✿ Dentifricio Total Protective Repair

Scartato (per i motivi che di cui ho ampiamente parlato qui) il primo dentifricio ecobio friendly da me mai provato, ho dovuto mettermi l’anima in pace, ingoiare la delusione e rischiando di mettere anche radici di fronte agli scaffali del supermercato, ho infine incontrato lui: il BioRepair.

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L’azienda produttrice ✿ BioRepair nasce dalla ricerca dei laboratori Coswell in collaborazione con il LEBSC, Laboratorio di Strutturistica Chimica Ambientale dell’Università di Bologna. 

Descrizione del prodotto ✿ “Ogni giorno i nostri denti sono soggetti a usura meccanica (spazzolino) e chimica (cibi, acidi) che provoca minuscole e invisibili scalfitture in cui possono accumularsi placca, batteri e pigmenti, causando nel tempo danni più seri quali carie, deterioramento del dente, perdita di luminosità. Smalto e dentina, non avendo cellule, non possiedono capacità di rigenerazione spontanea. Ogni deterioramento è quindi biologicamente irreversibile. BioRepair è il primo dentifricio a base di microRepair, particelle biomimetiche, in grado di insinuarsi nelle micro scalfitture di smalto e dentina, legandosi chimicamente ad esse e riparandone le microabrasioni. Usato quotidianamente il prodotto difende i denti dall’attacco di acidi e batteri, proteggendoli da placca, tartaro e carie”.

INCI ✿ Aqua, zinc hydroxyapatite, glycerin, sorbitol, hydrated silica, silica, aroma, cellulose gum, tetrapotassium pyrophosphate, sodium myristoyl sarcosinate, sodium methyl cocoyl taurate, sodium saccharin, citric acid, phenoxyethanol, benzyl alcohol, sodium benzoate. (Fonti di riferimento sulla natura degli ingredienti: IN-GREDIENTS).

Aspetto ✿ Pasta dentifricia di colore bianco e dalla consistenza corposa che aderisce bene sullo spazzolino e sui denti, lasciandosi lavorare a lungo, senza scivolare via. Il sapore di mentolo è gradevole e abbastanza persistente.

Confezione ✿ Tubetto di plastica da 75 ml con tappo a vite, contenuto in una scatola di carta.

PAO ✿ 12 mesi.

Acquistato da  Supermercato Orizzonte.

Prezzo ✿ € 3,70 circa. 

Cosa ne penso ✿ Senza perdermi in troppi giri di parole, vi dico subito, d’emblée, che questo dentifricio mi piace molto (l’ho portato con me anche negli USA e ora in Giappone, avendone fatto scorta prima di partire). Non so ancora se è quello della mia vita, tuttavia, rispetto al vituperato equivalente targato Equilibra, abbiamo fatto notevoli passi avanti.

È un prodotto che lava bene i denti e che lascia la bocca piacevolmente pulita e fresca. Il mentolo sa effettivamente di mentolo, anziché di carogna morta, senza risultare però invasivo. La prova decisiva per me, in questo senso, la fa sempre il latte. Mi spiego meglio: se, dopo aver bevuto del latte caldo, lavati i denti non ho il voltastomaco, allora vuol dire che il bilanciamento dell’aroma del dentifricio (collutorio etc.) è ottimale. Mangio di tutto senza avere chissà quali problemi di stomaco, ma sono incline alla nausea, quando un sapore con intento balsamico è, per sua e mia sfortuna, troppo marcato.

La formulazione di base è piuttosto buona (fa eccezione la sola saccarina che poteva essere sostituita semplicemente con dello xilitolo o della stevia. Spero che prima o poi sostituzioni logiche come questa possano darsi per scontate), inoltre è priva di fluoro, SLS, biossido di titanio (demonizzato in alcuni casi in maniera eccessiva) e parabeni.

Per quanto riguarda l’azione delle particelle microRepair – costituite da idrossiapatite, simile, per composizione allo smalto dei denti – di cui il dentifricio si fa soprattutto portavoce, mi riservo di aggiornarvi prossimamente. Ho uno smalto dentale di partenza buono e non essendomi messa lì con il lanternino, non saprei dire se stiano davvero avvenendo le riparazioni delle scalfitture.

La cosa importante, ad ogni modo, è che non ho notato nessun peggioramento. Vi sarà capitato di dover abbandonare un prodotto per strada perché agiva in maniera del tutto contraria a quanto promesso o auspicato, no? Ebbene, non è questo il caso.

Ho gengive normali che mi sanguinano ogni lustro e che continuano così, per cui si tratta di un prodotto sicuramente poco aggressivo, giacché si compone di tensioattivi verdi che hanno sostituito il più discusso SLS (presente nella formulazione precedente). Ci sono poi la glicerina, la cui presenza non guasta mai, e la silice, che è un abrasivo dalla durezza bassa.

Concludendo, se volete provare un dentifricio dal buon INCI senza spulciare online o entrare in bioprofumeria, il Total Protective Repair non è male come opzione.

Voi avete suggerimenti particolari riguardo prodotti per l’igiene orale ecobio? Se sì, sono curiosa di leggerli.

Vi auguro una buona giornata e al prossimo aggiornamento (credo da Kyoto)!

-Dani ❄️💋⛄️

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4 thoughts on “Recensione #08. BIOREPAIR ✿ Dentifricio Total Protective Repair

  1. Ahahah 😂😂 penso che nessuno stia effettivamente davanti lo specchio con la torcia a guardarsi la bocca. Faccio una domanda a te che magari mi sai rispondere, dato che non ho avuto chiarimenti da nessuno: perché, spesso, nei dentifrici mettono il “titanium dioxide”? Cioè non è un fattore di protezione solare? Qual’è il motivo della presenza in un dentifricio 😕

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    1. C’è tutta una discussione sul biossido di titanio, che però ti risparmio (😂) essendo basata su studi che vanno avanti tuttora. In pratica è un metallo pesante (come il fluoro) e per questo è sconsigliato nei dentifrici. Nel biodizionario è verde perché Zago non lo ritiene dannoso per ambiente. In cosmesi si usa un sacco sotto forma di polvere. Se questa viene inalata ha una certa tossicità, ma chi si mette lì a sniffarla? Quando lo trovi nell’inci di ciprie ecc, vai tranquilla insomma, perché è biossido in macroparticelle che penetrano poco nella pelle (al contrario di quelle nano che però non vengono impiegate nei trucchi). Da ultimo poi sì, funge anche da filtro solare. 😘

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      1. Infatti nemmeno io lo demonizzo. È tra gli ingredienti principali anche del trucco minerale che è rinomato per essere più leggero e meno occludente di quello fluido o in crema, e io ho risolto proprio con quello la peste bubbonica da Dove e compagnia. Fosse stato schifido a sua volta, come certa gente vuol far passare, anziché risolvere, avrei peggiorato quella situazione cutanea terribile.

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