Capelli

Cura dei capelli ✿ #02. Trattamento pre-shampoo con olio caldo

Salve bellezze,

Come state?

Nel comfort del delizioso ryokan che ci ospita (un albergo in tipico stile giapponese. Alcune foto sono su Instagram), ne approfitto per parlarvi di un trattamento per capelli che, causa necessità, ho dovuto replicare anche nel Sol Levante. Una versione semplificata che pure ha nutrito a dovere la stoppa le mie lunghezze. 🙂

Mi ripeterò per alcune (non mi ammazzate), mentre alle nuove lettrici sarà utile sapere che ho i capelli per natura molto ricci, secchi e sottili (con tutto ciò che questo comporta, non ultimo il perenne rapporto di amore e odio). Eccoli… 👇🏻

110 (2).JPG

Grazie a henné, olio di cocco e altri prodotti con INCI verde, la situazione è migliorata notevolmente nel corso del tempo, ciò però non toglie che in periodi di transizione (cambio di stagione o viaggi che vadano oltre il classico weekend), la mia chioma necessiti di cure più mirate.

Sono una grande fan dei trattamenti pre-shampoo, soprattutto se fai da te. Trovo che siano ottimi coadiuvanti nella cura dei capelli crespi o danneggiati da tinte chimiche, permanenti… Situazioni insomma che il balsamo, poverino, da solo non riesce a risolvere, limitandosi a nutrire in maniera poco soddisfacente. E non parlo di condizionanti scadenti. L’esperienza mi ha insegnato che, in situazioni particolarmente disastrate, anche un prodotto annoverato tra i preferiti può fallire.

Quando sono a casa, faccio maschere o impacchi a base di burri, erbette ayurvediche o oli naturali almeno una volta a settimana, in funzione preventiva, per eliminare alla radice il rischio di raggiungere determinati estremi.

Il viaggio attuale però non mi ha permesso di essere costante (parola chiave nella cura di corpo e capelli, come in molte altre cose) da questo punto di vista e dopo quasi due settimane senza pre-poo, unite all’impossibilità di lavare la testa in accordo con il calendario lunare (sono una di quelle streghe che lo segue scrupolosamente, ritenendo che non si tratti solo di suggestione), ho notato una regressione piuttosto palese nell’aspetto dei miei ricci.

Volume e corpo sono sempre più difficili da ottenere, nonostante lavori di diffusore a livello delle radici come se da ciò dipendesse la mia vita ( 😀 ), mentre hello again, frizz & co, you bastardsssss.

L’arrivo del gelo poi (-7 °C la notte appena passata), non ha fatto altro che peggiorare le cose. Gli stessi bagni termali giapponesi, un’assoluta meraviglia (nonché un toccasana per la pelle ❤ ), non si sono rivelati troppo amici del mio tipo di capello. Il vapore e il calore, in contrasto con le basse temperature, lo hanno come traumatizzato.

In tali circostanze potevo:

  1. Rassegnarmi all’amaro destino di spaventapasseri (reso ancora più terribile dal confronto con le chiome di seta che vedo in ogni dove, ‘tacci loro);
  2. Sondare il terreno con i nostri (gentilissimi) anfitrioni (due coriacei vecchini di montagna) e chieder loro se fosse possibile usufruire della cucina per un’operazione diversa dalla preparazione del ryokucha (il tè verde, di cui stiamo facendo graditissima incetta), prendendo anche un paio di cosine dalla loro dispensa. 

Ho rimuginato tre secondi prima di decidermi per la seconda opzione, di certo più risolutiva della prima. Il clima famigliare che ci circonda qui in albergo è bellissimo e il permesso mi è stato accordato con due grandi sorrisi. 

Siccome le cose non me le so tenere senza ricambiare, per ripagare la cortesia dei signori Minamoto, io e J., la mattina successiva, abbiamo camminato per sei chilometri (andata & ritorno) fino a raggiungere il coloratissimo mercato locale, dove abbiamo comprato pesce in abbondanza per la cena di tutti gli ospiti (siamo in sedici). 

Il gesto è stato molto apprezzato e abbiamo mangiato una meraviglia di ishikari nabe (la zuppa di miso tipica dell’Hokkaido, a base di salmone). Con la neve che cadeva tutt’intorno e la buona compagnia, è stato un vero esempio di comfort food che scalda il corpo e l’anima. ❤

Tornando al trattamento, ecco la lista degli ingredienti (completa), più il procedimento per prepararlo step by step. 

076 (3).JPG

La foto è stata scattata a fine novembre ed è relativa a una preparazione fatta a casa. Vi sarete accorte che lavoro sempre su bozze preesistenti, no? (Le foto lo palesano piuttosto chiaramente.)  A tal proposito, ho l’abitudine di crearne una ogni volta che mi viene un’idea per un articolo, la quale poi viene ampliata e pubblicata a seconda dell’ispirazione o le circostanze.

OCCORRENTE PREPARAZIONE

  • Pentola di media grandezza;
  • Acqua qb;
  • Barattolo di vetro (con tappo a vite o ermetico) dalla capacità di almeno 250 ml;
  • Ciotola di plastica (o bacinella) in grado di contenere il liquido della pentola.

INGREDIENTI 

  • 160 gr di olio di girasole (meglio se spremuto a freddo) (caratteristiche pro-ricci: lucidante e nutriente);
  • 2 cucchiaini di tocoferolo (vitamina E) (antiossidante, migliora la circolazione del cuoio capelluto, stimolando la crescita dei capelli);
  • 1 cucchiaino di miele (nutriente e ricostituente);
  • 10 gocce olio essenziale di lavanda (disinfetta la cute e rinforza i capelli, prevenendone/diminuendone la caduta);
  • 10 gocce olio essenziale di geranio (ricostituente naturale per capelli deboli e fragili);
  • 10 gocce olio essenziale di chiodi di garofano (ridona corpo e volume ai capelli piatti e senza forma).

SOSTITUZIONI

  • Olio di girasole > può essere sostituito con l’olio d’oliva, di cocco, semi di lino o jojoba;
  • OE sopraelencati > possono essere sostituiti da OE di sandalo (volumizzante), OE di legno di cedro (antinfiammatorio, in caso di cute irritata o affetta da dermatite), OE di vaniglia (ricostituente per capelli fragili e che si spezzano), OE di noce moscata (ridà corpo ai ricci, rinforzandoli) oppure OE di franchincenso ( = incenso di Olibano) (stimola la crescita dei capelli).

PROCEDIMENTO

Riempite la pentola con abbondante acqua e messa sul fuoco, portatela a bollore.

Nel frattempo, versate all’interno del barattolo di vetro (anche se nuovo, sciacquatelo in precedenza con acqua ben calda e asciugatelo poi con cura) l’olio di girasole, seguito dal miele, il tocoferolo e le 30 gocce di olio essenziale, nella combinazione da voi preferita. Tappate quindi il vaso e shakeratelo per qualche secondo a mo’ di cocktail. Lasciate riposare. 

Nel frattempo, l’acqua in pentola sarà prossima al bollore o starà già bollendo. Aspettate qualche altro minuto nel primo caso, mentre spegnete la fiamma, nel secondo.

Collocate il barattolo nella ciotola di plastica e poi, con molta attenzione, procedete a versare l’acqua bollente nella stessa, riempiendola fino a raggiungere il livello dell’olio. Quest’ultimo aumenterà lievemente di volume, circondato dal calore. Utilizzando un barattolo da 250 ml, la sezione alta rimarrà però vuota e non essendo nemmeno toccata dall’acqua calda, il contenitore sarà più sicuro da maneggiare. Per stare più tranquille, utilizzate comunque uno strofinaccio o una presina. 

Lasciate il barattolo in ammollo per cinque minuti, dopodiché toglietelo dalla ciotola, asciugatelo e passate alla fase successiva.

014

Aspetto finale. Quel giorno avevo preparato il trattamento in un barattolo vecchio – ex sottaceti 😀 – e trasferito quanto rimasto dopo l’applicazione in un contenitore più carino. PS. Da notare anche le mie unghie al naturale, decisamente più bianche e in forte ricrescita dopo quasi due mesi – epoca della foto – di smalto DIY. Piccole-grandi soddisfazioni. ❤ 

OCCORRENTE APPLICAZIONE

  • Pennello per applicare la tinta (se non l’avete, arrangiatevi con le dita);
  • Cuffia per la doccia;
  • Berretto (o asciugamano);
  • Guanti (facoltativi);
  • Mantellina impermeabile da appoggiare sulle spalle (facoltativa).

COME PROCEDERE

Trasferite il barattolo nella stanza dove intendete applicare il trattamento. Fate attenzione a non scottarvi mentre svitate il tappo.

Consiglio: Preparate in anticipo i capelli, spazzolandoli bene da asciutti, per scongiurare la presenza di nodi. Per le ricce, basteranno le dita delle mani (il miglior pettine a denti larghi al mondo, sbaglio?). Mi raccomando di fare quest’operazione prima ancora di andare in cucina per preparare l’olio. Il perché è presto detto. Venendo il trattamento scaldato con un bagnomaria lontano dai fornelli e all’interno di un contenitore di vetro ( = materiale dalla scarsa conducibilità termica), tenderà velocemente a raffreddarsi. Ve ne renderete conto una volta toccato l’olio, il quale sarà da caldo a tiepido. È importante dunque non perdere tempo in operazioni di cui possiamo occuparci prima. Non ultimo, l’occorrente da usare in bagno. 

Ormai di fronte allo specchio, iniziate ad applicare il trattamento sui capelli, occupandovi prima delle punte e poi delle radici, avendo cura infine di massaggiare per un paio di minuti il cuoio capelluto (soprattutto se avete incluso la vitamina E e scelto, tra gli oli essenziali, quello di lavanda o di legno di cedro). 

Non esagerate con la quantità d’olio applicata.

Se usate quello di cocco o di jojoba per lo styling e in sostituzione dei cristalli liquidi rispettivamente, saprete bene che la quantità necessaria a coprire anche la chioma più selvaggia è veramente infinitesimale.

Qui, trattandosi di un impacco da risciacquare, si può naturalmente osare di più, ma i capelli non dovranno comunque colare olio, bensì risultare umidi. Sottolineo questo dato aspetto perché se come immagino, laverete la testa con uno shampoo privo di SLS e SLES (tensioattivi schiumogeni), faticherete non poco a rimuovere l’unto, chiamiamolo poeticamente così.

Non so se è solo un mio problema, ma dei quattro shampoo ecobio provati finora (prodotti da quattro aziende cosmetiche diverse, con formulazioni pertanto diverse), nessuno mi ha veramente convinta al 100%. I tensioattivi naturali di cui si compongono riescono a lavare lo sporco “normale”, mentre toppano alla grande con lo sporco più grasso.

Proprio per questo motivo, dopo innumerevoli prove, ho risolto di lavare i capelli, dopo qualsiasi impacco a base d’olio (non solo caldo), con lo shampoo Ultra Dolce alle 5 piante. Tra tutti quelli prodotti dalla Garnier, è uno dei pochi (l’unico?) che non contiene né parabeni né siliconi e ad avere l’INCI colmo di estratti naturali che hanno effettivamente la possibilità di penetrare nel capello, senza venire ostruiti da sostanze filmanti (fatta eccezione per quello stupidissimo polyquaternium-10). C’è poi lo SLES (ingentilito dalla betaina) che, vi assicuro, non risulterà troppo aggressivo su cute o capelli, nutriti come Dio comanda dal trattamento a base d’olio che avrete appena fatto. Lo trovo insomma un buon compromesso tra il bio e il non bio, considerando anche il basso costo del prodotto e la sua facile reperibilità.

Slegato dal contesto del pre-poo invece, non credo userei questo shampoo su base settimanale, avendo nella formulazione un solo condizionante, il che è un po’ poco per capelli dalle caratteristiche come le mie. Il balsamo è imprescindibile, ma se anche il detergente riesce in qualche modo a nutrirli e/o districarli non può che essere un punto di vantaggio. 

Ritornando sull’applicazione dell’olio caldo, siate scrupolose e abbiate la pazienza di passare per bene tutta la chioma. Se divisa in ciocche, lavorerete meglio e più in fretta. Se qualche anima pia decidesse addirittura di aiutarvi, meglio ancora.

Una volta finito, raccogliete i capelli in uno chignon tenuto da una pinza o legateli in una coda alta (il “famoso” ananas 😀 ) con l’ausilio di un elastico a molla (originale InvisiBobble o replica che sia) e indossate la cuffia per la doccia.

Coprite poi il tutto con un berretto di lana (come se aveste in posa l’henné) per non gelare voi (la testa bagnata in inverno è simpatica come un calcio nei denti) e tenere anche il trattamento al caldo.

Lasciate in posa dal 30 ai 45 minuti e poi procedete normalmente con shampoo, balsamo e piega.

Mi raccomando, lavorate rapidamente durante l’applicazione. 10 minuti come massimo dovrebbero bastare. Se l’olio si raffredda troppo il trattamento perderà di efficacia.

PERCHÉ PREFERIRE QUESTO TRATTAMENTO AD ALTRI? QUAL È LA SUA PECULIARITÀ?

Il risultato che si ottiene, dopo la posa dell’olio a caldo, è quello di ricci definiti, liberi dal crespo, nutriti e lucenti in modo del tutto naturale.

Ho parlato più volte di temperatura perché è il calore che favorisce la chiusura delle squame del capello, le quali, quando aperte, sono le colpevoli numero uno dell’aspetto arruffato di molte chiome mosse e ricce. 

Anche l’olio usato a freddo ha enormi benefici sui capelli, ma la sua azione si “limita” a idratare il capello, che lo beve assetato, reidratandosi. Usato caldo invece, riesce ad andare oltre, rimpolpando il capello da dentro, ma intervenendo anche sul suo strato più esterno, domandolo e sigillandolo, a mo’ di silicone, per intenderci, ma al 100% di origine naturale.

QUANTO SPESSO FARLO?

Se avete capelli molto secchi e provati, consiglierei di iniziare con due trattamenti caldi a settimana. Successivamente si può ridurre ad uno e, ancora più in là, un paio di volte al mese.

CHIARIMENTI ULTERIORI

Se avete dei capelli di media lunghezza (a me arrivano a metà schiena), le dosi scritte in alto, vi basteranno per fare dai tre ai quattro trattamenti. Se li avete più lunghi ne farete un paio, se più corti almeno cinque. Per provare la prima volta e vedere se vi piace come pre-poo, potreste ad esempio dimezzare le dosi.

Il liquido che avanza dai vari trattamenti, potete conservarlo tranquillamente all’interno del barattolo di vetro. Richiudetelo bene e riponetelo in un mobiletto o credenza. L’importanza è che sia al buio.

Non essendoci acqua all’interno, il pericolo di muffe e cattivi odori è scongiurato.

Per riutilizzare l’olio le volte successive, procedete con il bagnomaria di cui sopra. Riscaldando più volte il liquido in questo modo, non interverrete negativamente sulle caratteristiche organolettiche delle singole sostanze utilizzate. La temperatura realmente raggiunta dal misto di oli è troppo bassa per “friggere” alcunché.

La versione del trattamento da me fatta in Giappone è a base soltanto di olio di semi di girasole e miele, non avendo con me né tocoferolo né oli essenziali. L’unico messo in valigia è stato quello di eucalipto (ero partita con un bel raffreddore), usato poi da J. nei suoi suffumigi (quando ha avuto la febbre).

Io acquisto alcune delle materie prime per gli spignatti da Naissance o Mystic Moments (entrambe le marche le trovate su Amazon a prezzi competitivi). Come norma generale, alterno spessissimo gli OE della ricetta, introducendo anche quelli sostitutivi, perché sono tutti adatti al mio tipo di capello. L’importante è che il totale delle gocce sia pari a 30.

Stesso discorso per l’olio base (il cosiddetto vettore), spesso alternato a quello di cocco o semi di lino. Ho anche quello di jojoba a casa, ma essendo più costoso, preferisco utilizzarlo per struccarmi dal trucco waterproof più ostico o come (ottimo) contorno occhi e bocca.

Che altro aggiungere, se non provate, please, il trattamento (voi signorine ricce) e fatemi sapere come vi trovate?

Pur nella sua versione semplificata, l’olio caldo funziona eccome e io ho ancora, nel mio bel barattolino nipponico, prodotto a sufficienza per altre due applicazioni. 🙂

Voi che tipo di impacco pre-shampoo fate? Quali reputate più efficaci?

Un abbraccio nevoso,

-Dani ❄️💋⛄️

 

Annunci

52 thoughts on “Cura dei capelli ✿ #02. Trattamento pre-shampoo con olio caldo

  1. *-* prima domanda: quei ricciolini in foto sono tuoi? Seconda domanda: hai modo di dare un’occhiata agli Ultra dolce Hennè& aceto di mora – cacao&olio di cocco – mango&tiarè – olio essenziale di lavanda& rosa? (ho l’articolo su tutti loro tra le bozze e sto aspettando il momento giusto per pubblicarlo U_U e non sono shampoo troppo schifidi!). Ho letto con piacere l’articolo sul calendario lunare 😀 anni fa io ero la classica tipa che segnava sull’agenda quando tagliare i capelli per farli crescere più in fretta… poi ho smesso di tagliarli 😛 Un abbraccio surgelato ❤

    Liked by 1 persona

    1. Sì, i capelli sono miei! 😃

      Vuoi che ti controlli l’inci di quegli shampoo o che li provi per darti un parere?

      Hahah, anch’io ho sempre tagliato i capelli quando la luna era buona. Essendo ricci, la crescita sembra sempre lentissima. Figuriamoci se andavo anche contro l’influsso positivo degli astri.

      Nevica ancora in Calabria? ❄️😘

      Liked by 1 persona

      1. Ma sono bellissimi *-* ! Quegli shampoo io li ho provati, posso già dirti che mi sono trovata malino 😀 (credo sia colpa dei miei capelli sottili https://www.facebook.com/media/set/?set=a.484741971709057.1073741835.405933286256593&type=1&l=f44fe86d40) però se cerchi qualcosa che costa poco e non contiene troppe schifezze tienili a mente! Penso che in tutta la Calabria solo nella mia zona dopo 3 ore e mezza di neve non sia rimasto nulla coperto di bianco :O freddo inutile che devo sopportare

        Liked by 1 persona

      2. Grazie mille! 😊😊 Per anni sono stati un viluppo informe e crespo (che odiavo).

        Terrò presente gli shampoo che mi hai detto. Nel caso in cui non trovassi quelli alle 5 piante.

        Capisco! Il freddo senza neve è stupido! Qui in Giappone la coltre bianca ancora resiste. Siamo andati a piedi al mercato perché le strade erano impraticabili e il ritmo del villaggio è molto, molto lento. Le puliranno in tutta calma. L’ideale per rilassarsi!

        Liked by 1 persona

  2. Che meraviglioso colore di capelli che hai! Opera dell’henné? Le parole giapponesi che hai scritto (almeno ryokan e ryochan) dovrei fingere di saperle anche scrivere XD
    L’olio caldo per capelli mmm potrei provarlo! Io lo usavo per pulirmi le orecchie una volta ogni tanto u.u

    Liked by 1 persona

    1. Ti ringrazio, mia cara! Sì, quel colore è opera dell’henné. 😆👏🏻 Partivo da una base biondo scuro naturale. Con la pelle chiara e gli occhi verdi, mi sono detta: perché non provare a diventare un’irlandese dall’oggi al domani? 😁

      Prova l’olio caldo! Soprattutto se hai i capelli ricci o mossi. Per i lisci lo sconsiglierei, dato che sicuramente non sono secchi.

      Liked by 1 persona

      1. 😂😂 Uno ci prova a rendersi più presentabile e innalzare il livello di figaggine un po’ come può. 😜

        Per caso hai le punte dei capelli secchi o stressate/bisognose di una spuntatina? Perché in questo modo potresti fare l’impacco solo su quella zona.

        Liked by 1 persona

      2. Sono una pigrona anch’io, ma la “vecchiaia” incombente mi ha spinto a essere più costante e dedicarmi meglio alla cura di pelle e capelli, hahah.

        Camomilla? Li avrai di un biondo bellissimo allora! 😀

        Liked by 1 persona

      1. Io ottengo risultati decenti con shampoo e balsamo volumizzanti, in unione con il diffusore. Sollevo in continuazione le radici durante l’asciugatura ma è uno stress pazzesco. Assurdo come da crespi abbiano un volume leonino, mentre con i ricci definiti il volume naturale praticamente scompaia. #thestruggleisreal 💪🏻

        Liked by 1 persona

    1. Se hai le punte secche è senz’altro compatibile! Basta limitare l’applicazione a quell’area per non ‘ingrassare’ troppo la cute.

      Se invece hai dei capelli normali, è un metodo che non consiglierei perché la temperatura calda dell’olio è funzionale alla chiusura delle squame del capello e ad eliminare l’effetto crespo.

      Se sei comunque curiosa di provare, potresti preparare il trattamento con l’olio di cocco, tra i più leggeri. Dovendolo risciacquare, non credo appesantirebbe troppo i capelli. Li luciderebbe invece meravigliosamente. ✨✨

      Di solito, quali oli usi per i trattamenti a freddo?

      Mi piace

      1. In realtà ho i capelli secchi, prima del mio passaggio al bio a dire il vero erano secchissimi per cui la situazione è andata migliorando! 😀
        Sui capelli uso principalmente l’olio di Argan, ma se non ce l’ho uso il jojoba (che invece ho sempre!), adesso ne sto provando uno appositamente concepito per i capelli che è una miscela di oli e mi sto trovando molto bene!
        A dire il vero le squame col caldo si aprono, è col freddo che si chiudono! 😆 Ed è per questo che è raccomandabile fare l’ultimo risciacquo, quello dopo il balsamo per intendersi 😉 , con acqua fredda! 😀

        Liked by 1 persona

      2. In pratica dipende dalla composizione chimica dei liquidi. L’acqua non ha la componente lipidica che hanno gli oli, per cui si limita a lavarli, nonché “lessarli” e stressarli, quando troppo calda. Gli oli invece, agiscono sulla parte lipidica del capello, ricostituendolo con il loro apporto lipidico di partenza, a prescindere dalla loro temperatura (sempre che non sia bollente, ovvio!). Usarli a caldo anziché a freddo ha il vantaggio di rendere più efficace e veloce la loro azione curativa.

        Mi piace

  3. ciao cara
    stupendo e preziosissimo anche questo tuo consiglio:-) ho capelli secchissimi pure io e li ho pure crespi…sono però poco costante per i trattamenti fai da te (non ho la costanza e la pazienza ) ma mi vien voglia davvero di provare..
    ps le chiome di seta fidati le vedo pure io in giro:-))) invidiandole sempre tanto! cmq dalla foto che hai fatto i tuoi capelli mi sembrano stupendi:-)
    buona domenica
    daniela https://infusodiriso.wordpress.com/

    Liked by 1 persona

    1. La costanza è il problema più grande anche per me! I risultati ottenuti con l’applicazione regolare di trattamenti e maschere però invogliano decisamente a perseverare. Se proverai la ricettina con l’olio caldo, mi farebbe piacere sapere se ti ha aiutato con il crespo (spero di sì!).

      Ti ringrazio! ☺️ Per trent’anni ho litigato tutti i giorni con i miei capelli. Li detestavo. Poi, un bel giorno, è scoppiato l’amore. Dopo il passaggio al bio comunque, quando ho cominciato davvero a capire come prendermi cura di loro. 💪🏻😁

      Il Giappone le chiome di seta erano da Oscar. Anche le ragazze che non davano l’impressione di curarsi in maniera esagerata, avevano capelli liscissimi e lucenti. Una questione anche genetica e legata all’alimentazione senza dubbio!

      Liked by 1 persona

  4. Oddio, da cosa cominciare. Sei ancora in Giapponeeee???*__*
    Hai dei bellissimi ricciolini e il colore è davvero bello, io e i miei capelli ne abbiamo passate davvero tante su colore e tagli che non ti dico ahaahhah:)
    Questa ricettina è da provare, già sento il profumino degli oli 😀

    Liked by 1 persona

    1. No, purtroppo la vacanza in Giappone si è concluso. Era il regalo di Natale del mio ragazzo che è americano, quindi adesso siamo a casa sua, a Los Angeles.

      Ti ringrazio per i complimenti. I ricci sono così di natura, mentre il colore è dato dall’henné. Sarei biondo scura, in realtà (dopo una fase platino-vichinga da bambina 😀 ).

      Se proverai l’olio caldo, fammi sapere come ti trovi. :-*

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...