Capelli

Recensione #12. BIOFFICINA TOSCANA | Shampoo concentrato volumizzante

Buonasera, fanciulle care. ♡

Ho menzionato in precedenza il mio rapporto “ni” con gli shampoo ecobio, senza però mai approfondire, per cui credo sia giunto il momento di farlo, recensendo un prodotto con cui credevo avrei svoltato e invece no. Abbonata alle sòle ( =  fregature), proprio…

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L’azienda produttrice ✿ “La cosmesi ecobio per il chilometro zero” è il motto ufficiale di Biofficina Toscana. Il nome esplicita dove si trova il quartier generale dell’azienda, mentre lo slogan, l’attenzione rivolta all’impiego di materie prime autoctone.

Descrizione del prodotto ✿ “Shampoo con azione protettiva-volumizzante, per capelli mossi, lisci e fini. Formulato con tensioattivi di origine vegetale e mirati estratti bio, grazie all’impiego della sinergia Uviox®-Oleox®, protegge i capelli dallo stress ossidativo”.

INCI ✿ (privo di SLES, SLS, PEG, parabeni, siliconi, coloranti, petrolati e alcol)

 AQUA( solvente)
 LAURYL GLUCOSIDE (tensioattivo nonionico dolce)
 DISODIUM COCOAMPHODIACETATE (tensioattivo)
 SODIUM COCOYL SARCOSINATE (tensioattivo)
 MYRISTYL LACTATE (emolliente)
HYDROLYZED GRAPE FRUIT* (astringente / protettivo cutaneo)
HYDROLYZED OLIVE FRUIT* (antiossidante / emolliente / protettivo cutaneo / assorbente UV)
 CITRUS AURANTIUM DULCIS FLOWER EXTRACT* (condizionante cutaneo)
CITRUS MEDICA LIMONUM PEEL EXTRACT* (tonificante)
HELICHRYSUM ITALICUM EXTRACT* (lenitivo / antiseborroico / coprente)
Immagine JUNIPERUS COMMUNIS FRUIT EXTRACT* (vegetale)
 MYRTUS COMMUNIS* (vegetale)
 GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente )
TETRASODIUM GLUTAMATE DIACETATE (chelante)
 BENZYL ALCOHOL (allergene del profumo / conservante / solvente)
 PARFUM
 PHENETHYL ALCOHOL (deodorante)
 PROPANEDIOL (solvente, impiego di OGM)
UNDECYL ALCOHOL (antiseborroico / emolliente / coprente / condizionante cutaneo / additivo reologico)

(*ingredienti da agricoltura biologica)

(Fonte di riferimento sulla natura degli ingredienti: IN-GREDIENTS).

Aspetto ✿ Shampoo di un tenue colore giallo-aranciato, trasparente, dalla consistenza mediamente densa. Al contrario di quanto recita la descrizione ufficiale, il cosiddetto profumo “fruttato-fiorito” è, alle mie narici, più propriamente agrumato-balsamico-mediterraneo, dati gli estratti di limone, arancio, elicrisio, ginepro e mirto. A prescindere dalle etichette comunque, si tratta di una fragranza paradisiaca.

Confezione ✿ Bottiglia in plastica rigida completamente trasparente, serigrafata, con tappo a vite e apertura a scatto. La capacità è di 150 ml. Non l’ho trovata tanto spettacolare, quanto spacca-colare. Vi rimando al commento sottostante per capire il perché.

PAO ✿ 12 mesi.

Certificazioni: ICEA, Vegan, Cruelty Free, Nickel Tested.

Acquistato da PrimoBIO * post sullo spacchettamento.

Prezzo ✿ 6,50€-8,00€  (dipende dall’e-commerce).

Forza Cosa ne penso ✿

Forse avrei dovuto capire che il mio rapporto con questo shampoo sarebbe stato problematico già dalla premessa, ovvero l’incidente accaduto durante la consegna. Coincidenze? I don’t think so. 😦

Forzata dalle circostanze a travasare subito il liquido – in un flacone munito di erogatore a pompetta (non ero attratta più di tanto dallo spargi-shampoo) -, non ho pensato di conservare la confezione originale. Il risultato è l’immagine frontale che vedete sopra, tratta dal web.

Dunque, lo shampoo concentrato volumizzante di Biofficina Toscana è stato lanciato sul mercato meno di un anno fa, insieme ad altri tre: il delicato, il rinforzante e il purificante, anch’essi concentrati.

cx (1)

Oltre a ciò, a caratterizzarli è la presenza, nella loro formulazione, di sinergie e principi attivi peculiari, brevettati e targati e esclusivamente BT.

Nel caso dello shampoo volumizzante, la sinergia in questione è la Uviox®-Oleox®, con funzione antiossidante. Essa agisce per mezzo dei fenoli che, legandosi al capello, lo proteggono dai danni UV, contrastando anche la formazione dei radicali liberi. Isolata da agenti esterni di varia natura, la chioma assumerà un aspetto lucido, sano e vitale.

Tra le sostanze funzionali si annoverano, invece tensioattivi di origine vegetale e estratti biologici (ognuno dei quali elencati nell’INCI. Il ginepro è segnalato con un pallino rosso perché il suo OE è potenzialmente tossico per i reni, tuttavia l’uso sui capelli riduce il rischio a -47576869).

Ci ho messo un po’ a decidere quale shampoo scegliere. Anche il rinforzante mi ispirava, ma poi mi sono detta che potevo intervenire su questo aspetto aggiungendo delle semplici gocce di OE di rosmarino al prodotto e che mi avrebbe fatto più comodo lavorare sul volume. Il riferimento ai “capelli fini” è stato quello che infine mi ha persuaso, essendo i miei davvero sottili.

cx (2)

A questo punto ho dovuto anche decidere come personalizzare “Il mio shampoo”, ovvero con quale idrolato diluirlo. Premetto che non avevo mai diluito uno shampoo prima di allora, per cui, nell’indecisione più totale, ho studiato con attenzione le caratteristiche dei singoli idrolati, ben impressionata da quello alla salvia, dalla caratteristiche stimolanti e rinforzanti.

Tenendo conto della taratura del loro spargi-shampoo, gli esperti di Biofficina Toscana hanno fornito sul blog delle proporzioni adatte a diluire 75 ml di shampoo. A questi andavano aggiunti, più precisamente, 50 ml di idrolato e 125 di acqua, ottenendo 250 ml di prodotto finale.

Avendo il mio flacone una capacità di 500 ml, ho pensato di raddoppiare le dosi, diluendo l’intera bottiglia in un colpo solo. Subito dopo averlo fatto, mi sono data ovviamente della cretina, perché mi è venuto il dubbio atroce che nel corso dei mesi necessari a smaltire il prodotto (due e mezzo circa), l’acqua avrebbe potuto farmi un brutto scherzo, imputridendo.

Fortunatamente non è accaduto nulla del genere, ma rimpiango comunque di aver diluito lo shampoo tutto insieme. Così facendo non ho potuto sperimentare con dosi alternative di acqua e idrolato e quindi correggere in corsa, o almeno, cercare di farlo, quanto non andava.

Giungiamo così al nocciolo della questione.

Che cosa non mi è piaciuto assolutamente di questo shampoo?

Ebbene, il suo mancato potere lavante.

Diluito nella foggia descritta, esso non è mai riuscito a detergere il cuoio capelluto in maniera soddisfacente. Io ho una cute normale che tende ad ingrassare pochissimo e data anche la presenza dell’OE di rosmarino (disinfettante), nonché dell’idrolato di salvia (sgrassante, oltre che rinforzante), non credevo mi sarei trovata davanti a un tale paradosso.

La situazione diventava del tutto improponibile, quando dovevo lavar via i pre-poo a base d’olio. Con mio grandissimo disappunto, l’unto rimaneva in gran parte sui capelli e una volta asciutti, l’effetto era imbarazzante. Fatta eccezione per i ricci più definiti, a livello di cute, sembrava non mi fossi lavata la testa per un mese. Da noi si dice “andare in giro con le pezze ( = cotiche/cotenne 😀 ) in testa” ed era una definizione stra-azzeccata. I nervi, uh.

Ho letto molte recensioni decisamente positive riguardo questo shampoo per cui, come al solito, io non posso che parlarvi della mia personale esperienza. Quei tensioattivi per me, formulati in quelle dosi e/o diluiti in quel modo, risultano troppo blandi, non ci posso fare niente.

Sul fronte schiuma, ero allo stesso modo perplessa. Capito che non ci si può aspettare chissà quale potere schiumogeno dagli shampoo interamente ecobio, mi dava un fastidio enorme non ottenere mai lo stesso risultato. Uno shampoo così volubile difficilmente l’ho usato prima! Bagnando i capelli allo stesso modo (fino a farli grondare d’acqua per incentivare la detersione), alcune volte ottenevo schiuma già alla prima passata, altre volte solo alla seconda, altre nemmeno a questa.

A me non piace lavarmi con prodotti che ne fanno poca (amo la morbidezza, al tatto, di quel velo denso su pelle e cute), ad ogni modo, se la detersione c’è, chiudo un occhio. In questo caso, mi è stato invece impossibile perché non c’era proprio nulla da salvare. Né le bollicine, né tanto meno la pulizia.

Il volume almeno l’ho ottenuto? Credo di… ni (?). I capelli erano un po’ più gonfi alla radice, ma onestamente dubito che questo sia da additare allo shampoo. L’ottimo (questo sì) balsamo volumizzante di Biofficina Toscana, unito a un asciugatura attenta con il diffusore (tecnica del clipping), ha sicuramente influito. Me ne sono resa conto, dopo aver fatto una controprova con uno shampoo non dichiaratamente volumizzante, usato sempre con il balsamo di cui sopra e il diffusore. Ho ottenuto cioè capelli ugualmente voluminosi.

C’è qualcosa che salvo senza critiche? Sì, il profumo. Magnifico e persistente sui capelli fino al giorno dopo (una magra consolazione).

Una nota linguistica finale, che non riesco a non condividere, anche se passerò probabilmente per bacchettona. E sia.

La traduzione che trovate sul flacone è sbagliata.

Partiamo da quel capelli “lisci” in italiano, tradotto con un bel “curly” in inglese, ovvero il suo esatto contrario… Fa ridere, se non fosse che è deprimente. Possibile che nessuno, e dico nessuno in azienda, lo abbia notato? Va be’…

Arriviamo poi al pezzo forte (del fronte bottiglia almeno).

Domanda: perché affidare la traduzione a gente che l’inglese lo conosce in maniera approssimativa, né tanto meno sa leggere un dizionario e non ha la minima cognizione della differenza che c’è tra aggettivo e sostantivo, anche in italiano? Essere chilometro zero, filosoficamente ed eticamente parlando, va benissimo, ma dato che l’apertura al mercato estero è palese (perché tradurre alcunché altrimenti?), o le cose si fanno bene o per niente.

Avendo vissuto/lavorato (e viaggiando ancora tanto) fuori dal Belpaese, ho perso il conto delle volte che mi sono sentita in fortissimo imbarazzo per via dell’inglese maccheronico con cui si esprimono molti connazionali, convinti che parlare a gesti, aiuti a cavarsela sempre. “Ma davvero sei italiana?! Sai che parli benissimo l’inglese?! Scusa se te lo dico, ma di solito gli italiani non sanno dire nemmeno come si chiamano. E poi ti toccano, mentre gesticolano per farsi capire”.

Soddisfazioni, davvero. 😦

Alla luce di ciò, la dicitura “volumising shampoo concentrate” non vuol dire un’emerita mazza. Innanzitutto, lezione #2 di italiano/inglese già alle elementari, sia volumizzante che concentrato sono aggettivi e dunque vanno messi prima del nome a cui si riferiscono. Che cavolo c’azzecca quindi quel “concentrate” (alla fine poi), quando sul dizionario, di fianco, c’è scritto al 300% verb seguito poi da noun (o viceversa)? A te, somaro di turno, serve l’aggettivo, che sarà “concentrated”. Altrimenti stiamo parlando sì di un concentrato, ma come potrebbe esserlo quello di pomodoro… Un sostantivo, insomma. Tanto ci vuole a cogliere concetti così basilari?

Boh, a me ‘ste cose snervano. Ditemi pure che sono dettagli evidenziati da una rompicoglioni fissata con le lingue, ma a mio parere se una cosa non la conosci, non ti spacci per esperto, facendo poi queste belle figure.

Concludendo, la tradizione corretta è “concentrated volumizing shampoo”. Sarà il caso di comunicarlo a BT?

Amleticamente vostra,

-Dani

PS: No. Nemmeno San Valentino ha la capacità di rendermi più… morbida, come potete vedere. 😉

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35 thoughts on “Recensione #12. BIOFFICINA TOSCANA | Shampoo concentrato volumizzante

  1. Che peccato 😦 é la prima volta che leggo male di un prodotto Biofficina Toscana… Peccato che questo shampoo non sia valido quanto il balsamo (tanto decantato). Chiariscimi la questione della diluizione: hai unito un tot di shampoo con un tot di idrolato in uno spargishampoo? È una cosa che si fa sempre oppure una scelta personale? (:

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    1. Vero, anch’io leggo sempre recensioni positive sui prodotti BT. 😦

      Allora… per via della loro formulazione concentrata, tutti e quattro gli shampoo di questa linea devono essere diluiti. Andrebbe bene anche solo l’acqua, ma l’aggiunta di un idrolato adatto alle caratteristiche dei nostri capelli, ha lo scopo di favorire il raggiungimento dei risultati in termini di volume, detersione, azione rinforzante ecc.

      BT ha creato uno spargi-shampoo apposito per diluire il prodotto, con una taratura sul retro, dove si riportano le voci “shampoo”, “idrolato” e “acqua”. Le tacche numeriche sono utili per misurare i tre liquidi man mano che si aggiungono.

      Per 75 ml di prodotto (metà flacone di shampoo), andrebbero uniti 50 ml di idrolato e 125 d’acqua, colmando così per intero lo spargi-shampoo, la cui capacità è 250 ml.

      Io lo spargi-shampoo non l’ho comprato (non me ne faccio niente, dato che non lavo i capelli sotto la doccia), quindi mi sono affidata ugualmente alle proporzioni di BT, ma ho trasferito i liquidi in un flacone riciclato (ex sapone mani Affinity), ben lavato e asciutto.

      Essendo in grado di contenere 500 ml di roba, ho diluito tutto lo shampoo in una volta (con relative proporzioni raddoppiate).

      Il dubbio che ho è che le dosi di BT fossero (per me) sbagliate. Nel senso che la componente di acqua e idrolato forse era esagerata e ha finito col rendere lo shampoo un po’ troppo debole/scialacquato, indi lo scarso potere pulente.

      Solo comprando un secondo flacone e diluendo una piccola quantità di shampoo di volta in volta, con poco idrolato e ancor meno acqua, potrei scoprire (se c’è) il dosaggio più adatto per me.

      Riassumendo: sì, con questa tipologia di shampoo la detersione è imprescindibile. Bisogna “solo” capire la proporzione dei liquidi aggiunti che fa al nostro caso.

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      1. Uuuuuh ora è tutto chiaro!! Diciamo che lo spargishampoo non mi pare comodissimo perché ha un beccuccio che non lo trovo ottimale per l’applicazione… Potrei fare benissimo le dosi in un qualsiasi “conta-ml” (oddio, lapsus freudiano x.x) e poi travasare in una confezione di un ex shampoo per esempio 🙂

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      2. Sì, il problema del flacone alternativo allo spargi-shampoo è facilmente risolvibile.

        Quello che mi preme particolarmente di dirti è di non lasciarti scoraggiare per via della mia recensione, se avevi intenzione di acquistare uno dei quattro shampoo. Pur avendo i capelli ricci, io e te abbiamo la cute molto diversa, quindi tu potresti trovarti benissimo. Tutto sta nello sperimentare, giocando al piccolo chimico. 😀

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  2. Io sono da sempre incuriosita da questo shampoo, ma non li ho ancora acquistati per via del fatto che vanno diluiti e io non amo farlo, non lo so le poche volte che ci ho provato, anche con altre marche, non mi piaceva il risultato, mentre diminuendo la quantità, ma lasciandoli puri la situazione migliorava tantissimo, non lo so, vorrei ritentare ma sono perplessa. Tuttavia so che BT da poco ha messo in commercio degli spargishampoo più piccoli quindi magari sarà più facile capire la quantità giusta. Grazie della review

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    1. Figurati! Grazie a te per essere passata. 🙂

      Io credevo sarebbe stato onestamente più semplice interagire con questo shampoo. Soprattutto poi, ero andata a colpo “sicuro”, avendo seguito le direttive precise dell’azienda. Invece…

      Penso anch’io, a questo punto, che non diluito, avrebbe avuto tutto un altro effetto sui miei capelli. In fondo i tensioattivi sono verdi e dunque delicati. Che bisogno c’è di complicarsi la vita diluendo il prodotto a tentoni?

      Il prossimo flacone, se lo acquisterò, credo di utilizzarlo prima puro e se dovessi trovarlo troppo “aggressivo”, lo allungherò con il solo idrolato. Fallita l’impresa anche così, non mi resterà che mettermi l’anima in pace e concludere che non è lo shampoo per me.

      :-*

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  3. ottimo, volevo provarlo maaaa no, nn credo che lo farò xD forse effettivamente lo hai diluito troppo e ha “perso” potere lavante però non dovrebbe visto che le indicaIoni sono dell’azienda stessa. comunque tranquilla,io pure sono rimasta scandalizzata dalla questione della traduzione!!! cavolo ma come si faaaa

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    1. Ah! Finalmente una persona che la vede come me sulla traduzione. Sangue diretto al cervello quando m’imbatto in esempi così palesi di ignoranza. Come fanno a non capire che è tutto il brand ci fa una pessima figura? SIGH.

      Sai qual è la cosa con questa tipologia di shampoo? Se ti trovi bene con le proporzioni date dall’azienda, allora OK: paradiso. Se non ti soddisfano, invece, ti devi trasformare nel piccolo chimico, rischiando di buttare tempo, soldi e prodotto letteralmente nel cesso. Senza avere peraltro la garanzia di trovare, dopo mille tentativi, la combinazione giusta per te. Ma una roba più facile, no, eh?

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      1. Si impazzisce a trovare l’equilibrio delle dosi. Ho timore poi che nemmeno concentrato faccia chissà quanta schiuma (i tensioattivi mi paiono fiaccucci e punto), ergo, cute comunque come una cotica (ovvero la sagra della porchetta bis). xD

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    1. Purtroppo sì, ma calcola che si è trattato solo della mia esperienza. Magari tu ti trovi benissimo con le proporzioni di BT, senza diventar pazza o dover bestemmiare. 😀 Effettivamente, il fatto di dover diluire lo shampoo, se da un lato è una figata, visto che permette di personalizzarlo, dall’altra è un salto nel vuoto, perché se le proporzioni di cui sopra non funzionano, si deve procedere a tentoni. #triploinboccaallupo

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      1. Avendo due tipi di capello diversi, può darsi anche che la resa sia differente! 😆 Si in genere faccio così, preferisco diluire volta volta con acqua corrente, piuttosto che lasciare lì la stessa acqua per mesi! 😉

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      2. Esatto finché non si sperimenta su se stessi non si può mai sapere! Ciò che mi conforta è che tu hai i capelli ricci ed io liscissimi! 😆 Mentre quello che mi preoccupa è che entrambe li abbiamo fini! 😦
        Uffa basta.. Adesso mi hai fatto proprio venire voglia di provarli! 😆 Ormai sei diventata il mio diavoletto tentatore personale ufficiale! 😛

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  4. Ciao Dani! Complimenti per l’articolo 😀 l’ho divorato e in alcuni punti mi hai strappato una risata xD . Era prevista una recensione sul mio blog dello shampoo concentrato volumizzante ma ho lasciato perdere, mi ero innervosita: questa cosa del diluire mi ruba tempo, e ovviamente non azzecco mai le dosi giuste. Avevo un campioncino dello shampoo e un flaconcino vuoto da 30ml di un vecchio prodotto. E’ andata così male che ho buttato via tutto alla fine xD il flaconcino innocente, il campioncino incriminato e anche le foto che avevo preparato per l’articolo. Lo shampoo non ha prodotto schiuma e i capelli sporchi erano e sporchi mi son rimasti…

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    1. Ciao Claudia! Grazie per averlo letto. 💚 Mi dispiace che nemmeno tu ti sia trovata bene con questo shampoo. Giuro che non riesco proprio a capire chi ne tesse le lodi! L’idea della diluizione poi è talmente approssimativa che boh. Perché non fare una formulazione concentrata che si possa usare così com’è, solo in quantità inferiore rispetto ad uno shampoo non concentrato? Sono frustrata al riguardo!

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      1. Diciamo che io non ho ben capito proprio l’idea in generale 😀 cioè: perché spendere più soldi del normale per prendere questi shampoo concentrati, lo spargi-shampoo e poi pure l’idrolato?! E’ anche tanto spazio occupato e tanti rifiuti da smaltire dopo o_O non so, per ora trovo più utile il metodo tradizionale con gli shampoo tradizionali! ❤

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      2. Anche io a questo punto, visto che il format comunque non funziona. Perché obbligare un cliente a spacciarsi per il piccolo chimico che fa 1000, inutili, esperimenti con il dosaggio? Gli idrolati anche, rispetto a quelli de la Saponaria, costano di più e finisce che vengono sprecati mentre ungono il capello anziché detergerlo! I nervi…

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  5. Sulla questione delle lingue sono una rompicoglioni pure io…sarà che ho fatto il classico, sarà che sono precisa, fatto sta che è inammissibile che un’azienda traduca curly con lisci o viceversa.
    Non ho mai provato questi tipi di shampoo e non credo lo farò perchè, sin da quando sono stati lanciati, mi hanno sempre ispirata poco: temo che mi impiccerei con tutta la questione degli idrolati e della diluizione.
    :*

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    1. Vero? Quando un errore di traduzione è così palese, fa girare proprio le scatole, specialmente se l’azienda punta anche al mercato estero. I consumatori stranieri verrebbero fuorviati dalle descrizioni (sempre che non muoiano dalle risate prima, cercando di capire di che prodotto si tratti 😑).

      Ho letto, mi pare su Instagram, che BT ha ricevuto un premio per gli shampoo concentrati, ritenuti innovativi proprio per via della formula. Mi sono chiesta quante persone, tra quelle che hanno votato, li abbiamo effettivamente testati! Perché l’idea, sulla carta, continua a intrigare anche me. Peccato poi che non funzioni.

      💚

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      1. Forse molta gente ha voluto premiare l’idea innovativa senza averla effettivamente provata: la creazione di uno shampoo personalizzato attraverso gli “ingredienti” che l’azienda mette a disposizione è molto figa come cosa, peccato che poi, come dici tu, non sempre i risultati siano quelli sperati. Peccato!

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