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Impressamples #01. TERME DI ABANO | Maschera intensiva lifting viso; LA SAPONARIA | Shampoo biologico ai semi di lino (girasole & arancio dolce); VERDESATIVA | Crema mani barriera

Rieccomi. ♡

Come è andata la vostra settimana? Io sto disfacendo le valigie, anche se si tratta più che altro di regali per famigliari e amici, oltre che di acquisti più sfacciatamente personali.

Il volo è trascorso meglio del solito, assorta com’ero nella visione di Bron/Broen. Se amate la letteratura o i paesaggi scandinavi, vi consiglio vivamente di cercare questa serie su Internet e immergervi per un po’ in un mondo di personaggi interpretati magistralmente.

Ora mi attende un weekend a casa o quasi (domenica salirò a Tivoli, per visitare Villa Adriana e Villa d’Este) e poi lunedì riprenderò il lavoro. Non mi sembra di avervi detto, se non con accenni denigratori qua e là, che insegno lingue in una scuola privata. Si tratta di un contratto a tempo determinato che si rinnova ogni tre di mesi (con nel mezzo varie settimane cuscinetto dove mi dedico all’arte dell’arrangio: lezioni private, traduzioni etc.), il che, da un punto di vista prettamente italico è una tragedia (AAA: cercasi posto fisso), mentre dall’altro mi permette di vagabondare come più mi piace in giro per il mondo (ho avuto conferma stamattina che trascorrerò le vacanze di Pasqua in Transilvania).

È un periodo di transizione e, non lo nascondo, di scazzo e insoddisfazione ai massimi livelli dal punto di vista “impiego”. Sperando di capire prima o poi quello che voglio da me e dalla mia vita (il trasferimento a Los Angeles non è ovvio come sembra, dato che J. vive sei mesi l’anno vagabondando a sua volta e io, oltre all’accompagnatrice privilegiata che lo segue, assiste e incoraggia nella costruzione della sua carriera, vorrei realizzarmi allo stesso modo, sfruttando i miei “many talents”. Non so più se presunti o effettivi, a questo punto), la politica ad minchiam è prendere tutto quello che viene, come viene.

Non passivamente, ad ogni modo. M’infiammo con fin troppa facilità per ricevere alcunché senza dire la mia. Per principio, hahah. 😀

Rientrati dal Giappone, ho lavorato per due settimane (super intense) come aiuto cuoco o sous chef nel bistrot di un’amica. C’era un vuoto temporaneo da colmare e mi sono proposta al volo, incapace di stare con le mani in mano troppo a lungo. E. è, proprio come me, una grandissima appassionata di tutto ciò che è biologico e naturale e ha finito con l’aprire un piccolo paradiso culinario nel cuore di Highland Park. Ha festeggiato da poco il primo anno di attività e ha ormai una clientela di fedelissimi. Il menù, organizzato in base alle stagioni, propone cibo gluten free, lactose free, vegano, paleo… con ricette create da zero e grandi classici rivisitati per andare incontro a chi soffre d’intolleranze alimentari o ha gusti più avventurosi in fatto di cibo.

(Alcuni dei piatti del menù di fine inverno. Stralci di primavera con asparagi e fragole coltivati in loco)

L’esperienza mi è piaciuta da morire e ne ho fatto tesoro. Cucinare è una delle cose che più mi rilassa al mondo; fare dolci, in modo particolare. Mi piacerebbe trasformare tutto ciò in un’attività vera e propria. L’idea mi frulla in testa da un po’. 🙂

Concluso l’aggiornamento personale, passo alla altrettanto amata cosmesi ecobio, ringraziando innanzitutto chi mi ha nominato nei TAG (a cui risponderò presto) e inaugurando la rubrica Impressamples, necessaria per recensire i mille-mila campioncini che ho messo in valigia e che ho avuto modo di testare oltreoceano.

Sapendo di non poter contare sui prodotti che reperisco normalmente in Italia, mi sono portata dietro i flaconi iniziati e poi tante mini-taglie, così da non dover ricorrere nuovamente ai siliconi. Mi bastano e avanzano quelli delle creme corpo che sto ancora smaltendo.

Con le vacanze di Natale di mezzo, il Giappone e l’impegno lavorativo full time in cucina, ho avuto poco tempo per studiare l’INCI dei prodotti reperibili da Walmart etc., affidandomi per praticità a quegli e-store su cui non ordino praticamente mai dall’Italia, visti i costi di spedizione assurdi a cui si aggiungono spese di dogana non meno proibitive. Ho per questo saccheggiato CurlMart, UltaBeauty, NordstromSheaMoisture oltre che essere passata da Sephora e darmi a, udite udite, un haul pressoché *verde*. Ebbene sì, crolla il mito dei siliconi anche lì, ma vale la pena di parlarne in un post apposito. 😉

Ormai non è più un mistero che mi piaccia acquistare prodotti in blocco – strettamente necessari o più superflui che siano. Facevo lo stesso prima del passaggio all’ecobio, motivo per il quale, a due anni dall’addio ai siliconi, ho ancora per casa creme pessime di cui liberarmi. Erano giustamente sigillate e non ho avuto modo di attaccarmi al pretesto del PAO scaduto per cestinarle. Urgeva il riciclo e i miei piedi sono ancora i maggiori beneficiari di impacchi notturni a base di dimethicone & co. Poveri!

Gli acquisti di cui sopra, contrariamente al mio solito modus operandi, più che frutto dell’impulso e del piacere shoppereccio più puro, sono stati motivati dall’esigenza di rendere la mia toletta a stelle e strisce quanto più green possibile e nel minor tempo possibile.

Vi dirò che siamo finalmente sulla buona strada. Parlo al plurale perché anche J. si è impegnato particolarmente al riguardo. Lacrime di commozione. Dopo l’hamburger di seitan che ha addentato con tutto lo scetticismo dell’americano cresciuto a manzo grigliato e patatine bisunte, l’ho praticamente conquistato, hahah.

Il cambiamento era comunque già nell’aria perché da ottobre a dicembre (mesi nei quali eravamo in continenti diversi), il fin allora reticente Mr. I’m-Not-Sure-I-Can-Keep-Up-With-Your-Healthy-Lifestyle-Please-Spare-Me-This-Torture-Love-I-Beg-of-You ( 😀 ) si era offerto volontariamente di smaltire tutto quanto di mal formulato ci fosse ancora in bagno (shampoo, gel doccia e deodoranti vari), lasciando i prodotti di bellezza più propriamente femminili, a me. Me li ha spediti e con l’aiuto di mia madre e la mia cognatina ci abbiamo dato dentro, eliminandoli dalla faccia della terra nel giro di un mese.

In pratica, per Natale io e J. eravamo pronti a ripartire da zero e insieme, abbiamo studiato la mappa delle bio-profumerie e gli eco-store losangelini, in maniera tale da poterci muovere entrambi con cognizione di causa, durante l’assenza dell’uno o dell’altro dalla città. E vi dirò che è piaciuto ad entrambi riscoprirla da un punto di vista diverso e ci ha fatto ben sperare imbatterci in realtà anche piuttosto radicate che “pensano globalmente”, ma “agiscono localmente” affinché il cambiamento inizi proprio da loro.

J. è un viaggiatore anche più di me e ha una visione del mondo ormai a 360°, con lo sfacelo di determinate aree calde piuttosto vivido davanti ai propri occhi. Sa quindi che non è solo uno slogan che fa bio-fighi, postiamo una foto correlata su Instagram e ciao.

L’esigenza di un cambiamento è ormai diventata necessaria, in barba a chi si prende gioco di noi green lovers, le nostre ricerche attente che vengono svilite e tacciate di semplici “fissazioni”. Personalmente, lo trovo offensivo e anche avvilente.

Fatevi gli affari a casa vostra e non sindacate su come si svolgono le cose nella mia. Tanto ci vuole? La speranza è sempre quella – utopistica? Non saprei. Mi piacerebbe cioè davvero tanto se da predicatrici nel deserto, ci trasformassimo in pioniere di uno stile di vita che faccia della consapevolezza e della sostenibilità due pilastri fondamentali. Gli scandinavi, oltre a fare serie TV da paura (vedi intro) hanno moltissimo da insegnarci anche da questo punto di vista. #trasferimentodimassainSvezia

Mentre lavoravo sulla nuova toletta americana, ordinando prodotti ben formulati e aspettando che ci venissero consegnati, abbiamo utilizzato gran parte delle bustine e dei flaconcini omaggiatimi molto carinamente dagli e-commerce e dalle farmacie nel corso degli ultimi due anni. Ne ho contati fino a 350 (ehm…) e dato che l’accumulo per fini meramente collezionistici lascia il tempo che trova, era giunto, senza dubbio, il tempo di provarli.

Impressamples (il nome della rubrica) è la versione condensata di “impression” e “samples”. Perché ho coniato questa parola? Ebbene, volendo valutare un prodotto dopo averne utilizzato un quantitativo piuttosto limitato (1 ml, 2 ml o 5 ml, a seconda dei casi), credo sia più giusto parlare di impressione anziché di opinione. Quest’ultima la associo più facilmente a un cosmetico che si è utilizzato non solo in quantità maggiore ma anche con una certa costanza.

Detto diversamente, se nel caso delle full size l’opinione di chi scrive è, non mi stancherò mai di ribadirlo, soggettiva, con le impressioni da campioncino il discorso non solo rimaneva tale, ma contempla anche un margine d’errore da cui nemmeno il tester è escluso. Quante volte vi è capitato di innamorarvi di un prodotto dopo averlo inizialmente schifato oppure di averne odiato uno che inizialmente vi era piaciuto?

Sulla base di questa premessa, su una scala da 1 a 10, quanto è utile recensire dei campioncini? Io rispondo almeno 7, seguendo la logica per la quale “5 ml sono comunque meglio di niente”. Sia per formulare un’impressione positiva che negativa. Fa parte del gioco e ci sta.

Per ridurre il margine di errore, l’ideale, laddove possibile, sarebbe testare due campioncini di uno stesso prodotto. Io ho l’abitudine di specificare direttamente quelli che voglio a fine ordine, se c’è uno spazio “note” apposito sul sito dell’e-commerce.

Mi è capitato spessissimo di ritrovarmi con dei doppioni, a mo’ di figurine Panini, e se la cosa inizialmente non mi aveva esaltato, pensando mi precludesse l’opportunità di conoscere prodotti mai testati in precedenza, in seguito ho capito che si trattava in realtà di un colpo di fortuna. Soprattutto nel caso degli shampoo, i sieri o le creme “curative” (antiage e anticellulite su tutte, almeno nel mio caso). Prodotti insomma che rivelano i loro benefici – o malefici – più alla lunga.

Concludendo la premessa più lunga del mondo, i samples di oggi saranno dei magnifici tre o dei molto meno convincenti miserabili?

Vi lascio alle mie impressioni… 🙂 Prestate attenzione alle rose, per il giudizio conclusivo.

#01. TERME DI ABANO | MASCHERA INTENSIVA LIFTING VISO

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Il marchio Terme di Abano è venduto esclusivamente nelle farmacie ed è collegato con l’omonimo centro termale. Plinio il Vecchio, Marziale e Tito Livio ne hanno documentato l’importanza già in epoca romana, mentre tra Medioevo e Rinascimento furono Petrarca e Alfonso d’Este a fare lo stesso.

Il toponimo “abano” deriva dal latino “aponus” che sta per “senza pena” o “senza fatica” ( a = alfa privativo greco; ponos = dolore, sempre in greco). In realtà, tutta la zona nord-orientale dei Colli Euganei, dove sorgono tuttora le Terme, era nota anticamente come Aponus o Aquae Patavinorum.

La linea “Aquaphilosophy” si compone di vari trattamenti viso e corpo che coniugano le proprietà dell’acqua aponense con sostanze di derivazione in gran parte naturale.

L’elevata concentrazione di oligoelementi minerali in soluzione (sodio, cloro, bromo e iodio), rendono l’acqua dermocompatibile, ovvero affine al film microsensibile dell’epidermide.

La maschera viso da me provata è a base di argilla bianca (caolino) e dunque perfetta per il mio tipo di pelle. Essendo secca, couperotica e sensibile (= bizzosa almeno quanto me), effettuo un trattamento purificante non più di una volta al mese, evitando di proposito l’argilla verde (più aggressiva), in favore di quella bianca, viola (l’ho scoperta da poco ed è eccezionale), rosa o il ghassoul. L’azione detossificante/astringente c’è ugualmente, ma viene portata avanti con maggiore dolcezza.

L’azienda la descrive così:

“Maschera anti-età con particolare potere antiossidante, rivitalizzante, protettivo e lenitivo, che mantiene la pelle fresca e luminosa. Assicura un effetto rigenerante grazie al concentrato di cinque estratti botanici che contengono alfaidrossiacidi naturali: mirtillo, canna da zucchero, zucchero di acero, arancio e limone. Questi estratti naturali rispettano l’equilibrio naturale della pelle e ne favoriscono il ricambio cellulare”.

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L’INCI è effettivamente più che accettabile, formulato con, direi ad occhio, tre ingredienti rossi in posizione quasi finale. Trattandosi di un cosmetico da risciacquo, riesco tuttavia a rapportarmi ad essi con grande serenità. Per gli isterismi facili, cercate altrove. 😉

La consistenza del prodotto (dal tipico odore argilloso) la ricordo come parecchio densa. La quantità è bastata per un’unica applicazione. Dopo 10 minuti di posa, ho lavato via lo strato di maschera ancora umido (ricordate di non far mai asciugare l’argilla sul viso) con l’ausilio di una spugna naturale (la Fine Dama di Cose della Natura, adatta alle pelli sensibili, morbidissima e iper funzionale), notando con piacere che la pelle appariva più compatta sia alla vista che al tatto. Di effetto lifting vero e proprio non si può parlare, ma credo sia ovvio non avendo nulla (ancora) da dover “sollevare”.

Vi dirò che, periodi no a parte, sono soddisfatta della mia pelle. Sul fronte wrinkles la prevenzione e la cura hanno fatto e stanno facendo ancora tanto. Mi ritrovo quindi alla soglia dei 35 anni con soltanto qualche ruga d’espressione (oltre agli anelli di Venere che ho in dote sul collo praticamente da quando sono nata e che sembrano siano tipici della donna Toro –> proprio come la tendenza a ingrassare o i problemi al micro-circolo. Quando si dice fortuna… 😐 ), mentre le borse sotto gli occhi non so nemmeno cosa siano. Grazie a Dio, almeno loro, geneticamente parlando, mi sono state risparmiate. Questo per dire che la tester migliore dell’effetto lifting sarebbe stata una persona con una condizione cutanea decisamente più senescente della mia, ma anche così, l’effetto tensore c’è stato e mi è piaciuto parecchio.

Il prezzo della full size (100 ml) è di 28,90 euro.

Impressample finale: 🌹🌹🌹 /5

02. LA SAPONARIA | SHAMPOO BIOLOGICO AI SEMI DI LINO (ARANCIO & GIRASOLE)

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Ecco l’esempio pratico del fatto che due campioncini sono meglio di uno.

Questo shampoo de La Saponaria è stato il primo tra quelli ecobio che io abbia mai provato. Ero letteralmente emozionata all’idea di usarlo, contenta del fatto che fosse per capelli secchi, vantasse ingredienti ottimi, ben formulati… e convinta che avrebbe disciplinato in un battibaleno quella che all’epoca era pura stoppa.

Peccato che, a causa dell’inesperienza da neofita nel campo della cosmesi naturale, non avessi tenuto conto né realizzato ancora nella pratica, lo stato reale in cui versavano i miei capelli, dopo ben trentadue anni di siliconi.

Una delusione cocentissima, va da sé. Schiuma inesistente, capelli secchissimi anche dopo il lavaggio, capacità pulente appena sufficiente. Decisamente, un inizio con il piede sbagliato, ma con il senno di poi ora so benissimo come i capelli siano tra le aree più difficili da trattare durante il passaggio all’ecobio.

Ed è precisamente a causa di questa saggezza a posteriori che, a distanza di un anno, ho dato un’altra chance a questo shampoo. Nel corso dei mesi, un secondo e-commerce mi aveva omaggiato di un campioncino ed è stata con curiosità non meno forte della prima, che ho ripetuto l’esperimento Girasole e Arancio Dolce. La descrizione, la formulazione e la profumazione continuavano ad ispirarmi tantissimo. Possibile che fosse davvero così poco corrispondenti al vero?

Shampoo bis allora su capelli che venivano ormai da un anno di henné, impacchi con erbe ayurvediche, oli e burri vegetali, mentre di siliconi, parabeni e petrolati nemmeno più l’ombra.

Et voilà!

M-A-G-I-A.

Tutto quanto lo shampoo si riprometteva di fare su una chioma come la mia (che per natura rimane comunque secca; non si può certo cambiare il codice genetico) si è verificato.

Una parte di me era scettica, o forse pronta ad affrontare un secondo flop, non lo nego, ma di fronte alla schiuma che si formava già al primo passaggio di shampoo, con gli occhi a cuore e il cuore palpitante ( 😀 ), mentre le note dell’arancio dolce mi riempivano il naso, mi sono detta che forse qualcosa di buono ne sarebbe venuto fuori. E difatti: capelli morbidi e per nulla secchi, ben detersi, profumati e lucidi poi da asciutti. Sorriso mefistofelico a corredo mentre decidevo di riflesso: “Ora compro la full siiiiize!”. E così fu.

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Perché questo shampoo è risultato così performante sui capelli finalmente liberi dallo schermo filmante che li soffocava ? La risposta è tutta nell’INCI: aloe vera, estratto di semi di lino, girasole, moringa oleifera (una pianta originaria della fascia tropicale e equatoriale, mellifera e dai fiori eduli), geranio, pomelo, arancio dolce, arancio amaro e pantenolo, in grado di nutrire e idratare il capello, uniti alla dolcezza di due tensioattivi di origine vegetale: il coco-glucoside e il sodium coco-sulfate.

Sull’azienda non saprei che cosa dire di nuovo, dato che è tra quelle più amate, conosciute e attente nel Belpaese alla formulazione dei propri prodotti, che sono peraltro anche vegan. “Cosmetica consapevole” mi sembra un motto più che calzante. Molto carina anche l’estetica dei campioncini, essenziale ma non scialba. Ne amo sia la grafica, che la leggibilità dei caratteri, senza dimenticare la scelta del cartoncino grezzo.

Il prezzo della full size (200 ml) è di 8,00 euro.

Impressample finale:🌹🌹🌹🌹 /5

03. VERDESATIVA | CREMA MANI BARRIERA

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Questa è una crema mani o-t-t-i-m-a! L’ho testata in Giappone, con temperature abbondantemente sotto lo zero e l’effetto barriera che promette di garantire è assolutamente vero. Avete presente la Neutrogena o la decisamente più schifosa Glysolid? Ecco, ho trovato la loro alternativa al 100% verde.

Per dovere di cronaca, è il primo prodotto di Verdesativa da me provato e incuriosita dalla sua funzionalità, ho ordinato poi sul sito dell’azienda un try me kit (prezzo 5,oo euro). La stessa cosa avevo fatto poco prima anche con Agronauti, nel caso foste interessate anche voi a spendere una cifra contenuta per testare la linea completa dei loro prodotti. Quando le full size sono parecchio costose, ritengo sia un’ottima strategia quella di sondare prima il terreno con i samples, onde evitare delusioni e spendere dei soldi inutilmente.

Tornando alla crema, la consistenza era densa e oleosa al tatto, ma comunque di facile assorbimento. Occorre massaggiare per qualche istante, operazione che io trovo onestamente piacevole (mi dà molta più noia applicare le creme corpo) e sull’epidermide si percepirà soltanto un velo filmante il cui scopo è  quello di proteggerla dall’azione degli agenti esterni.

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La particolarità della barriera così descritta risiede nelle sostanze del tutto naturali che concorrono a crearla. Parto dal tocoferolo (antiossidante), passando per il burro di karité (nutriente, lenitivo), e giungendo infine agli oli: oliva, vinaccioli, mandorle dolci, cocco, meadowfoam, limone (OE come i seguenti tre), arancio, viola mammola e mentastro verde (Botany, I ❤ you so!) e, last but not least, l’olio di canapa utile (“cannabis sativa”), ingrediente di derivazione biologica, intorno al quale ruotano tutte le formulazioni dell’azienda, come ben esplicitato anche dalla foglia-logo.

A tal proposito, l’odore che rimane sulla pelle ha la nota acre tipica del… fumo (si può dire? Hahah), oltre a possedere un che di agrumato. L’ho trovato molto piacevole, ma io potrei essere di parte, dato che preferisco le fragranze maschili (di terra, legnose etc) a quelle più propriamente dolci.

Sono riuscita a fare due applicazioni con il contenuto della bustina, o meglio una io e l’altra J. Tolti i guanti la sera, dopo diverse ore trascorse in mezzo alla neve, avevamo le mani ancora morbide e idratate.

Il prezzo della full size (50 ml) è di 6,50 euro.

Impressample finale: 🌹🌹🌹🌹 /5

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Buon fine settimana a tutte e a rileggerci presto,

-Dani 🌸

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34 thoughts on “Impressamples #01. TERME DI ABANO | Maschera intensiva lifting viso; LA SAPONARIA | Shampoo biologico ai semi di lino (girasole & arancio dolce); VERDESATIVA | Crema mani barriera

  1. Ok, questo tuo luuungo post misto chiacchiericcio e di recensioni (che ho apprezzato 👍 nonostante non ami le minisize proprio perché preferisco la full size in quanto 1. mi è capitato che i due formati non fossero proprio gli stessi in fatto di consistenza ed effetto e 2. riesco ad utilizzarla per una volta sola e mi innervosisco) mi ha suscitato curiosità nella parte in cui parli di gente che critica e che non si fa i fatti suoi… Chi sono? Dove li hai pescati? XD

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    1. Sì, il dubbio sui campioncini è proprio quello, ma quando ne accumuli 300 e passa, non puoi più ignorarli. Sono tutti ecobio, quindi anche se non piacciono, male non fanno!

      Riguardo il fronte critiche ai green lovers, non mi riferivo a nessuno in particolare. Cerco di seguire sia qui che su Instagram persone che abbiano i miei stessi interessi o comunque, anche se si tratta di beauty blogger non al 100% ecobio, che siano persone intelligenti abbastanza da non rispondere in malo modo se uno chiede come è formulato l’INCI di un prodotto che non conosce e che di cui loro articolo hanno scritto un articolo.

      Qualcuna è stata meno carina, ti dirò, ma ero agli inizi di questa piattaforma e ho smesso di seguirle. I nomi nemmeno me lo ricordo. Sono state meno di meteore nella mia vita.

      Denunciavo insomma un modo di porsi molto più generale, da parte di chi sa che ci sono sostanze tossiche nei cosmetici, se ne sbatte (cazzi sua) e dall’alto del suo ritardo mentale ci prende in giro: “Ma che cosa credete di cambiare?”. Un bel dito medio in risposta, ecco. Fottiti tu e la paraffina che ti offusca ormai anche il cervello. 😤

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      1. No certo, male non fanno ma, per me, sono poco pratici 😠 c’è chi riesce a farsi un’idea e chi, come la sottoscritta, proprio no 😓 a meno che non ne abbia più di uno. Sono degli assaggini ed io sono sprecona coi compioncini 😂 (yo sorella, notare la rima).
        Ahahahahahah eeeee purtroppo si, ce n’è molta di questa gente. La cortesia e l’educazione dovrebbe sempre prevalere, indipendentemente dal fatto di condividere o meno lo stile di vita di un’altra persona. Anche solo dire “no guarda, non ci capisco nulla perchè personalmente non mi importa, mi spiace, ma te lo scrivo qui” cambia un pò l’atteggiamento. Secondo me bisogna essere coerenti e non criticare nessuno, esprimendo nei giusti modi il proprio parere su certe cose se proprio si deve, ma non andrei mai tipo da te a dirti “mah, sei tutta fissata, vivi e fregatene senza pensare a tutte ste cose”. Purtroppo chi ha un blog, un canale YT, un sito o qualsiasi cosa che si diffonda nel mondo intero dovrebbe portarlo avanti con la consapevolezza dell’esistenza di realtà diverse e mettendosi comunque a disposizione se qualcuno domanda qualcosa. Altrimenti te lo scrivi nel caro diario e ciao. Nessun commento, nessuna critica. #bitch!

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      2. Sono pienamente d’accordo! Si trattava di prodotti l’Oreal e Nivea, se non sbaglio, e trattandosi di due marchi che non si capisce che tipo di politica facciano veramente (oltre a muoversi così come fa il vento), producendo al contempo prodotti pessimi, discreti o più palesemente vertenti al verde (ma la coerenza?!), la domanda sull’inci era più che legittima. Manco avessi commentato con: “Ma che cazzo la compri a fare questa marca di merda che ha prodotti che fanno tutti pietà?”. Bah.

        Abbiamo più apertura mentale novia cosiddette “talebane del bio”, che i tanto celebrati “liberali del silicone”. Altro che chiacchiere vuote o eco-fissazioni! Gli integralisti non aperti al dialogo sono loro.

        PS. Rima top. 😂😂

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    1. Ciao! Quando sei nata precisamente? Io a maggio. ♉️👭

      Hahah, la mia vita è più precisamente un casino, ma ho l’opportunità di viaggiare, che la pone poi di colpo in un’altra ottica.

      Io sono un’amante dei vampiri, diciamo così, ben prima del Twilight revival (l’uso smodato di highlighter fatto da Edward Cullen mi lascia perplessa 😂), per cui ho subito tutto il fascino diabolico di Vlad Tepes. Ho visto foto di paesaggi rumeni bellissimi e ho una gran voglia di andare.

      Ottimo per il latte detergente di Verdesativa! Dovrei averlo nel kit che mi è stato inviato.

      Un bacio! 💚

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      1. 24 aprile :3 quanto mi piace il mio compleanno! 😀 Anche io amo i vampirelli, però ammetto di essere sotto l’influenza di The Vampire Diaries (e The Originals) e Twilight (i libri ovviamente D: che i film erano osceni), ah e Buffy (da brava appassionata sono andata a cercare lo spin-off “Angel”). Devo andare a cercare i paesaggi, tu mi stuzzichi la curiosità ed io poi devo soddisfarla U_U un abbraccio :*

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      2. Ah! Spero di ricordarmi la data allora. Il mio compleanno è il 14 di maggio, più precisamente. 🙃

        Apparteniamo a generazioni diverse, quindi è logico che tu abbia conosciuto i vampiri con quel tipo di libri, film e telefilm. Nulla di cui vergognarsi insomma! 👍🏻

        Vlad Tepes (o L’Impalatore, un nome una garanzia) è colui che ha dato vita a tutto il mito di Dracula, nonché della Transilvania, anche se in realtà era un conte originario della Valacchia. Un pazzo super sadico, non te lo nascondo. 😁

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      3. Guarda, tra lui e Erzsébet Báthory. (la Contessa Dracula), non saprei a chi dare il premio Efferatezza del secolo XV e XVI. Lei era ungherese e non meno tremenda. 😶😶 Bloody Mary al confronto era una dilettante.

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      4. D’accordissimo, ma a me affascina terribilmente la psicologia dei “cattivi”. Anche nei telefilm, i miei preferiti sono sempre i sadici o gli sciroccati. Che ce posso fa’? xD

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  2. ohh che bello questo post. Allora: a) se mai riuscissi ad andare ad L.A devi dirmi dove sta quel bistrot e dove sono i negozi ecobio così chr il mio soggiorno possa essere perfetto. b) il momento ad merdum come si potrebbe definire anche se ho meno anni di te lo comprendo bene e ti mando un hug grosso grosso (che figo mettere parole ad minchiam in inglese) e se mai drcidessi di apeire una attività di cupcakes/qualsiasi cosa di dolce qui hai aiuti in marketing se vuoi (Sì mi faccio auto pubblicità). c) il mio uomo ha assaggiato il seitan e mi ha detto che da quel momento capisce ancora di più perché ama le mucche. d) il mio uomo asseconda la mia malattia per i prodotti bio ma continua ad usare per lui quelli schifosi perché dice che “fanno effetto” : io ci ho provato. e) ho un campioncino dello shampoo della saponaria da secoli perché ho paura di usarlo…non so ho avuto una brutta esperienza con uno shampoo la saponaria e non vorrei riavere quei capelli simil nido di rondine che avevo avuto con quel maledetto shampoo. Ho finito vostro onore!

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    1. Hahah, ti adoro! ❤️ a) Con molto piacere! Sarò la tua bio guida di L.A.; b) Ti ringrazio e un hug back a te (noi ci capiamo 😁). Essere giovani in Italia è una sfida quotidiana, uhhhh. E poi mi chiedono perché guardo all’estero. Ma dico: siete ciechi? Dal punto di vista delle opportunità lavorative non c’è storia. Finiamola con questa cazzata di garanzia giovani che porta a due assunzioni effettive in croce, ogni 100 tirocini conclusi. Garanzia dddde che? Di andare a vivere sotto un ponte dopo? Grazie per l’offerta marketing! In quel campo, effettivamente, non saprei proprio come muovermi. Gli skills promozionali stanno a zero; c) J. aveva la faccia di un ragazzino che deve andare dal dentista, quando gli ho messo davanti l’hamburger di seitan. 😂 Amooore. Ma poi l’ha provato e complici (senza dubbio!) il pane ai semi e tutto il resto che lo accompagnava, si è arreso; d) Purtroppo è difficile trovare prodotti bio super ok al primo colpo. Pensa al deodorante o al problematicissimo shampoo. Noi abbiamo la costanza di sperimentare; tante altre persone no. J. onestamente mi ha stupito. Avrà ceduto per esaurimento 😂; e) Era la mia stessa situazione, ma il secondo tentativo con quello shampoo è andato, sorprendentemente, benissimo. Bio stranezze, diciamo così! Quando hai usato il tuo sample, i capelli erano in fase detox dai siliconi? f) 😘

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  3. guarda non credo per sfinimento, io al mio sono 5 anni che rompo le palle e l’unico effetto sortito (non che sia brutto eh) è lui che mi dice quando guardo l’inci di qualche prodotto “ci sta il dimethicone? il propylene?” ma per lui usa pantene e head&shoulder -.- pensa che l’altro giorno mi manda una foto su wozzup (lo so che non si scrive così ma abbonami la comodità per non scrivere Whatsapp) dell’inci dello shampoo pantene con scritto come didascalia “sto per farmi la doccia e tu non puoi fermarmi”: immaginami il mio cuore in quel momento!! ho provato a regalargli shampoo, creme ecc ma niente 😥 per il lavoro è assurdo…io tra poco mi laureo e sono terrorizzata dal futuro perché ho già mandato cv in giro e mi sono arrivate solo “cv molto valido ma cerchiamo gente con esperienza, non possiamo permetterci neanche stagisti”. L’estero mi intriga e credo proverò a fare qualcosa fuori almeno per fare esperienza ma non riesco a credere che non si possa fare qualcosa qui, ora, oggi se non sei raccomandato o disposto ad essere sfruttato. Che angoscia. lo shampoo l’ho ptovato effettivamente il primo anno del passaggio al bio….hummm quasi quasi provo ad aprirlo alla prossima doccia! xD

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    1. 😂😂 Un super testardo insomma! Io credevo avrei ritrovato il bagno pieno di robaccia dopo i mesi che sono stata in Italia, e invece no. Voglio pensare che J. non abbia fatto opera di ripulitura il giorno prima del mio arrivo, hahah. Next step: cimici sparse per tutta casa.
      😂

      In che cosa ti laurei? Ridicoli comunque quando chiedono mille anni di esperienza. Come si fa a farla se nessuno ti fa lavorare? 😤

      Fammi sapere se (ri)provi lo shampoo! 😘

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      1. ahahahaha telecamere h24 in bagno sui mobiletti ahaha comunicazione pubblica e d’impresa: un misto tra comunicazione e marketing…mi mancano due esami ma sono nella fasa “nn so coss fare della mia vita” e dunque nn riesco a finire -.-

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      2. Hahah, generazione (deviata dal) Grande Fratello 24/7. xD

        Mmh… capisco perfettamente. Dall’alto della mia “esperienza” (di vita, se non altro), ti posso dire che succede di perdere la bussola ad un passo dal traguardo. Tieni poi conto che senza quel “pezzo di carta” in mano, lo spazio nel mondo del lavoro è ancora più ridotto. Quindi il percorso di studi conviene senz’altro concluderlo. :-*

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      3. Sì, sono ormai 6 mesi chr “ozio” cercando di lottare con il senso di colpa che mi divora ma da poco ho riiniziato a studiare…non pensavo mi sarebbe mai successo un blocco simile ma tantè ricominciare!! Comunque sappi che (eri tu?) sono da tigotá per la cosa del makeup ahahaha

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      4. A me era successo mentre stavo scrivendo la tesi, ma poi mi sono ripigliata, cosa che auguro anche a te! ❤

        Sì, ero io! Fammi poi sapere come è andata la rottamazione del make-up. :-*

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  4. dany complimenti sei un vulcano di esperienza e confermo quello che ti dicevo: cittadina del mondo:-))))
    intanto chapeau per insegnare lingue…..(io ho studiato lingue al linguistico alle superiori ) ..e per tutto quello che fai…
    veramente i miei complimenti…
    buona serata
    daniela
    ps t invidio per le vacanze in transilvania a pasqua:-)))))

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  5. C’è un tubetto di crema corpo Nivea che mi guarda dall’alto dello specchio del bagno da credo 1 anno. Sopra deve avere almeno 4 dita di polvere…dunque cosa dicevamo sullo smaltimento dei prodotti?! Anche la mia estetista mi ha consigliato di utilizzarla per i massaggi ai piedi. Ha però anche specificato che i piedi dovevano essere rigorosamente quelli del mio ragazzo, poverone! 🙂

    P.S.: anche io mi aggrego per riceve consigli su L.A.. Ho in programma un viaggetto a settembre 🙂
    A presto cara :*

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  6. Ho anch’io il campioncino dello shampoo (immagino sia l’omaggio dell’ordine da Fede o sbaglio?)! Non vedo l’ora di testarlo, magari quando anch’io avrò fatto il salto decisivo verso il bio per i capelli!
    Che meta la Transilvania!!! Postaci tante foto del tuo viaggio 😍

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    1. Nell’ordine di Federica (riuscirò mai a fare un post al riguardo?), c’era uno shampoo della stessa linea, ma nella varietà “extravergine”. Curiosissima di testarlo, ovviamente! 🙂 Sì, ti consiglio di fare prima o poi il passaggio all’ecobio anche con i capelli. Si tratta di uno dei più “traumatici” e difficili, in un certo senso, ma una volta detto addio ai siliconi, vedrai che differenza. 🙂

      😀 Il solo concetto di Transilvania mi affascina da morire. Vediamo se le aspettative saranno mantenute. Per le foto, ti rimando su Instagram. 🙂

      Un bacio! :-*

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  7. Ciao, ho da poco scoperto il tuo blog che ho amato già dalla descrizione che ho visto a lato. Trovare uno spazio che venga rappresentato con intelligenza, rispetto, imparzialità ed etica, sembra sempre più un miraggio….almeno così credevo! Per fortuna recentemente ho scoperto il tuo blog che, insieme ad altri, mi ha risollevato l’anima e ridato fiducia (ma ancora poca…) nell’umanità. E’ ora di dire basta ai facili entusiasmi e mitologiche recensioni dei prodotti ricevuti in omaggio, così facendo si aiutano solo le case produttrici ad imbottirci di pubblicità e prodotti scadenti, sperando in una nostra sempre attenta ignoranza. E’ bello poter contare su una opinione reale e non su “caldi suggerimenti tendenti all’oppressione in regime di censura”…Per la questione lavoro sono d’accordissimo, anche io sono in una situazione di stallo poco apprezzabile per non dire deprimente, e non riesco davvero a comprendere come sia possibile vessare così un paese meraviglioso come il nostro, ricco di talenti, storia, arte, buona cucina ed eccellenze in ogni campo.
    Visto e considerato che anche io tendo ad essere facilmente infiammabile quando vengo direttamente accusata di essere “anormale” perchè, cito testualmente, “gli animali sono fatti per essere mangiati” e “cosa vuoi che cambi se continuo ad usare il pantene”, quoto appieno la delusione iniziale al passaggio ecobio, le aspettative sono sempre tante e dopo anni di silicone vedersi i capelli a mocio non è per niente carino. Più passa il tempo però e meglio vanno le cose, anni e anni e anni fa provai una full size dello shampoo per capelli grassi della saponaria, mi ci trovai abbastanza bene ma non mi fece proprio “scoccare la scintilla”, innamoramento totale e completo che invece avvenne con il loro sapone all’argan, che ancora oggi sogno di notte. Ora come ora sto cercando di inseguire quanto più possibile i prodotti eco a prezzi umani e quelli che siano almeno accettabili sotto il profilo inci, al momento fare più di questo mi è (porca paletta) impossibile.
    Mi sono state regalate un paio di creme dalla falsa provenienza green, a base di silicone. I miei piedi mi hanno guardata dicendomi “guarda che è grazie a noi che stai dritta e ti sposti, non ci pensare neanche….” infatti ho regalato i tubi a mio padre che usa la crema sulle guarnizioni in plastica della macchina e per evitare che la sella in pelle della sua bici si secchi, funziona alla grandissima in entrambi i casi…..Un uso che evita sprechi e incazzature di innocenti piedi 🙂

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    1. Ciao! Grazie mille per il commento stupendo e per esserti presa il tempo di scriverlo. È talmente bene articolato che è stato un piacere leggerlo. 🙂

      Ti quoto su tantissime cose, a cominciare dalla falsità (più che palese) di chi recensisce, con toni da Osanna, i prodotti spediti dalle aziende.

      Nella mia (incredibile) ingenuità (degli inizi), credevo che il mondo ecobio fosse “speciale” per via dell’entusiasmo di blogger coscienziose, ma man mano che si entra più in confidenza con il sistema (perché di ciò si tratta!), si comprende quanto tutto sia un walzer di “complimenti che io faccio a te, così tu poi li fai a me”. Trovo queste dinamiche affaristiche di una tristezza veramente unica.

      Tutto ruota intorno al sapersi vendere, proprio come nel mondo del lavoro. Nemmeno lì, l’etica e la competenza le cerca più nessuno. Inutile quindi lamentarsi del milione di cose che non funzionano in Italia, perché il paese non è una fantomatica entità a sé. Piuttosto, è una realtà costituita da persone e se c’è falsità già nel piccolo, così, per accalappiarsi un prodotto gratis in full size, figuriamoci quando la posta in palio è quella del privilegio (politico, sociale, economico, giudiziario).

      Il passaggio all’ecobio è tutta una scoperta, spesso confusionaria perché ci si fida di “esperte” che tali non sono. Le cose cambiano (in meglio!) quando si inizia a pensare con la propria testa, senza seguire i consigli di queste “guru” (mi viene da ridere) che fanno il copia-incolla l’una con l’altra (ad esempio, riguardo le liste dei prodotti accettabili, che poi hanno 5 pallini rossi nell’INCI, ma va be’. “Accettabile” dove, come e quando?! Mi chiedo. Vogliamo anche riscrivere l’italiano già che ci siamo?) per “guidarci”. Veramente ridicole.

      Ottima l’idea delle creme siliconiche riciclate come lucida cuoio o plastica. Sento già i miei piedi tirare un sospiro di sollievo, hahah.

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      1. Wow, parole sante davvero! Io sono una convinta sostenitrice della forza del pensiero personale, non sopporto il condizionamento a tutti i costi, quasi a voler di colpo elevare internet a “giudice più autorevole del globo”. Personalmente non ho alcuna autorevolezza in campo medico/chimico/farmaceutico per giudicare se un tale componente fornisce più benefici o danni, per questo ho scelto di riportare opinioni concretamente vissute “sulla mia pelle”, cercando di informarmi nella maniera più imparziale possibile e lasciando ampio spazio di manovra ai pensieri di chi condivide, ed altrettanto a chi ha una visione diametralmente opposta. Credo anche che sia importante tentare di ampliare il più possibile l’isola felice del bio, sperando che chi produce e distribuisce decida di farlo per convinti principi e non solo perchè questo mercato, purtroppo ancora abbastanza modaiolo e di nicchia, garantisce posizionamenti di prezzo in fasce che sono ancora drasticamente inaccessibili ai più. Non sarebbe meraviglioso poter scegliere un prodotto perchè è sicuro, ben formulato, ecologico e rispettoso di uomo, animali e ambiente anzichè scegliere l’unico che ci si può permettere di acquistare? Sognare una mentalità rivolta all’etica anzichè allo smodato guadagno, sarebbe un vantaggio per tutti, chissà se riusciremo a far sentire chiara e forte la voce della ragione…Io continuo a provare, male non può fare 🙂

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      2. Sono anch’io del tuo stesso parere e confido che in un futuro più o meno prossimo, l’ecobio (quello “vero”) si estenderà sempre di più.

        Nel mio piccolo sto cercando di contribuire il più possibile, perché ogni cambiamento deve partire necessariamente da noi.

        Aver sensibilizzato i miei familiari e amici sull’argomento, ottenendo un responso positivo da parte loro, mi fa pensare che è la mancanza d’informazione a spingere le persone verso scelte cosmetiche (e non solo) sbagliate. Nel senso che ignorano proprio che ci siano delle alternative. Dato che la TV (che rimane il mezzo privilegiato con cui “educare” la massa) non ne parla, allora in automatico, l’alternativa, non esiste.

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