Bellezza in viaggio · Haul

Cronache di bellezza nipponiche | #01. LUSH

Buon lunedì, ragazze!

Inizio il resoconto del mio viaggio in Giappone, parlandovi della mia visita da LUSH. Ovviamente non è la tappa più importante che abbia fatto (ci mancherebbe!), ma volendo parlare qui sul blog soprattutto di cosmesi, mi riallaccio all’argomento del post precedente, concludendolo anche.

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Cosa: Lush Store (Tokyo)

Chi: I soliti noti. Un giorno o l’altro farò un monumento a J. ❤

Dove: Shibuya, un quartiere dinamico e all’avanguardia dove è molto facile imbattersi in cosplay, ganguro e kogal (ve ne riparlerò). Il nucleo è costituito dalla stazione dei treni, di cui forse avrete sentito parlare in merito ad Hachikō. In zona c’è un monumento dedicato a questo cane dolcissimo e, come dicono, i giapponesi, chūken (“fedele”).

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Come: Tecnicamente, in metro (Ginza line, arancione). Nella realtà dei fatti, abbastanza per caso! Camminavamo senza una meta precisa, quando ho alzato gli occhi e scorto l’insegna del negozio praticamente di fronte a noi.

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Perché: Per curiosità. Il Giappone è la terra del kawaii per antonomasia, il che è un po’ anche la filosofia di LUSH.

Che cosa ho acquistato:

Il furoshiki nella fantasia “nanohana“.

Dopo un’avvincente ( 😀 ) conversazione con la commessa e aiutati dal dizionario, abbiamo capito che il fiore era quello della pianta di rapeseed, nota in Italia come “colza”. L’olio che ne deriva è dibattuto almeno quanto quello di palma, ma qui si tratta di una stampa modaiola che danni alla salute di certo non fa. Senza contare che mi ricorda molto la mimosa, che io adoro. Proprio come il concetto di furoshiki.

Se non avete dimestichezza con la cultura giapponese, vi dico subito che tratta di un quadrato di stoffa utilizzato per “incartare” o meglio, trasportare di tutto. L’uso era diffuso soprattutto in passato, ma oggigiorno sta riprendendo piede perché lo si considera una valida alternativa alla carta da regalo usa e getta.

Il furoshiki, infatti, può essere riutilizzato più e più volte, sia per confezionare cose che come capo di abbigliamento: a mo’ di foulard, cintura, fascia per i capelli…

Condivido un video che mostra come creare una borsina molto funzionale:

Non è fantastica?

Le dimensioni del furoshiki sono 120 cm x 120 cm e il tessuto che lo costituisce si chiama Greenspun, un materiale completamente riciclato, fatto con bottiglie di plastica

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Angeli a  fior di pelle è uno dei prodotti più famosi dell’azienda. Si tratta di una pasta lavante formulata con mandorle tritate, glicerina, caolino, acqua, OE di lavanda, OE di camomilla blu, essenza di rosa damascena e fiori di lavanda. Mi sta piacendo molto perché deterge il viso con delicatezza, esfoliandolo anche con dolcezza. Credo che proverò a riprodurla in casa perché gli ingredienti sono davvero facili da reperire. Tra un po’ sarò letteralmente sommersa dalla lavanda e sarà bello impiegarla in più di una ricetta casalinga.

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Bomba da bagno: “Space girl” (rossa). Colore in edizione limitata, data la ricorrenza del Natale, ha una forma ricorda che ricorda che il pianeta Saturno (con tanto di anelli). Il profumo è intenso, con note ben discernibili di bergamotto e pompelmo. Geniale l’idea della popping candy (polvere di caramella frizzante). Unita al resto degli ingredienti, aumenta ancora di più le caratteristiche naturalmente “frizzanti” della bomba.

Spumante da bagno: “Creamy Candy ” (rosa). Dal delicato profumo di vaniglia, questa bubble bar mi è piaciuta particolarmente per via della presenza del burro di cacao e dell’olio di mandorle dolci. Sono uscita dalla vasca con la pelle ben detersa, morbida e idratata.

Bubbleroon: “Yuzu & Cocoa” (arancione). Si tratta di una bomba costituita da due sezioni, ispirata al macaroon, il dolcino francese che sicuramente conoscerete. Ecco, sostituite “maca” con “bubble” e avrete creato il vostro personale pasticcino da bagno!

Penso sia il mio preferito tra i tre che ho acquistato.

È stato lo yuzu a conquistarmi, un agrume asiatico dalla scorza gialla e la forma irregolare che ricorda nel gusto il mandarino. In Oriente (soprattutto Corea), si consuma sotto forma di tè o yujacha, specialmente quando si è raffreddati, perché lo yuzu, esattamente come lo zenzero, possiede proprietà tonificanti ed è un ottimo ricostituente. Il frutto è poi ricchissimo di antiossidanti. Il tè a cui ho appena accennato, si prepara facendo sciogliere in acqua bollente uno o due cucchiaini di marmellata di yuzu. Una vera e propria delizia. In Italia è difficilissima da reperire, a meno che non viviate in una città che abbia un supermercato asiatico particolarmente fornito.

“Limonata” di yuzu & macaroons (crema allo yuzu, rosmarino e lamponi ❤ )

In Giappone, durante la notte del solstizio d’inverno, è tradizione fare il bagno circondati da tanti frutti di yuzu che fluttuano sull’acqua (interi o tagliati a metà). L’aroma sprigionato dalla scorza è particolarmente avvolgente e favorisce il relax.

Posso confermare che si esce fuori da uno yuzuburo pienamente rigenerati. Se il risultato è questo con un bubbleroon ispirato al frutto (la fragranza originale è “riprodotta” attraverso un mix di bergamotto, pompelmo e arancio amaro), posso solo immaginare che cosa sia rimanere immersi nella vasca inalando “the real thing”.

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Erbalibera: Regalino per R., la cognatina italiana, a cui è piaciuto molto. La fanciulla ha solo vent’anni e si ritrova spesso in balia di simpatiche colonie brufolose che prendono arbitrariamente la residenza sul suo mento. Proprio per questo, ho pensato che un detergente con INCI al 100% verde potesse aiutarla a prevenirli. Ed effettivamente, gli estratti purificanti dell’ortica e del rosmarino, uniti alle proprietà calmanti della camomilla, hanno agito in maniera efficace sulla sua pelle, limitando anche l’insorgenza dei punti neri.

R. lo ha usato quotidianamente per un mese (tanto è durato il barattolo), dopodiché ha chiesto ad un’amica che studia a Roma di passare in negozio e prendergliene una seconda confezione.

La consistenza è quella di una pasta esfoliante abbastanza morbida, che crea una discreta schiuma a contatto con l’acqua. Gli ingredienti di base sono caolino, mandorle tritate e crusca di riso.

Il NOT VIRGIN! presente sul tappo fa riferimento alla natura della plastica impiegata nella realizzazione del barattolo. Non plastica nuova, bensì riciclata. #thumbsup!

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Last but not least…

Concludo questa carrellata parlandovi di due pensierini acquistati per l’altra mia cognatina, K., l’americana…

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Acqua di vita è un tonico rigenerante, adatto a tutti i tipi di pelle. Si compone di acqua sorgiva, acqua salmastra e gel di aloe vera. Tra le essenze e gli OE di maggior spicco: rosa damascena, rosmarino, alga fucus e patchouli. L’ho provato anch’io e trovato molto rinfrescante e adatto contro l’afa losangelina.

Mascherita piperita è una maschera viso/corpo che ricorda (vagamente) la Mint Julep. A base di miele, caolino e glicerina, a cui si aggiungono la granella di fagioli azuki e i semi di enotera, con il suo ottimo profumo di menta (olio essenziale), risulta molto delicata sulla pelle. Purificante e nutriente al tempo stesso. L’abbiamo provata sia io che K. (in un sabato di home spa) e pur avendo due tipi di pelle molto diversi (la sua è misto-grassa; la mia, per chi mi legge la prima volta, è sensibile, spesso secca e affetta da leggera couperose), ne abbiamo beneficiato entrambe. Promossa!

Infine, due prodotti per la sottoscritta…

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R&B (credo non sia venduta in Italia. Mi correggo! Grazie al commento di Francesca e un veloce confronto dell’INCI, ho scoperto che si tratta di Crine Tempestose) è una crema leave-in ideata per nutrire ed eliminare il crespo dalle chiome più ricce, secche e stressate. L’odore è stupendo (un misto di cocco, arancio e gelsomino) e molto persistente; ottima anche la resa. Il latte di avena, il burro d’avocado, l’olio di cocco, l’olio d’oliva e l’olio di jojoba nutrono in profondità, senza appesantire lo styling.

New Charity Pot è una lozione idratante per il corpo dalle decise note floreali. Ylang-ylang (la mia fissa del momento), geranio e palissandro creano un piramide olfattiva, per me, perfetta. È speziata, legnosa e “maschile” al punto giusto. ❤ La texture del prodotto è corposa, ma si stende comunque bene e asciuga presto.

Nell’INCI sono presenti il burro di cacao, karité e poi olio d’oliva, jojoba, moringa e aloe vera. Ottimi ingredienti tutti, in grado di nutrire a fondo la pelle.

I burri sono certificati “fair trade”, l’olio di moringa e l’aloe provengono dai progetti SLush Fund in Kenya e Ghana e, dulcis in fundo, per ogni barattolo di NCP venduto, il 100% del prezzo (meno l’IVA o tasse affini nei paesi esteri) viene devoluto in beneficenza.

Il prodotto costava 1,140 yen che corrispondono a circa 9,10 euro.

Iniziative in corso in negozio:

Anche LUSH Japan, proprio come LUSH Italia (#SvegliaItalia & #GayIsOK), è molto sensibile e coinvolta nella lotta per i diritti della comunità LGBT internazionale e, a tal proposito, un angolo dello store era allestito in maniera molto carina a sostegno di questa causa.

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#WeBelieveInLove

Un bacio e buon inizio di settimana a tutte,

-Dani

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33 thoughts on “Cronache di bellezza nipponiche | #01. LUSH

    1. Grazie, Fede! ❤

      Sto adorando anch'io la LUSH. Più di quello che credevo onestamente, perché avevo sentito un casino di opinioni negative riguardo il profumo dei prodotti (definito troppo sintetico) e la natura degli ingredienti (che sono invece più che accettabili). Sono d'accordo sul fatto che i prezzi siano mediamente alti, ma uno sfizio di tanto in tanto ce lo possiamo concedere! 😀

      Oddio, com'è Diavoli a fior di pelle? *___*

      No, non ho ancora provato le maschere, fatta eccezione per l'applicazione singola della Piperita. La Rosy Cheeks rimane quella che mi fa più gola. Dovrei andare a Roma tra un paio di settimane e sarà finalmente mia.

      :-*

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    1. Grazie, cara!

      Penso di utilizzarlo proprio come borsina. In estate, visto che la stampa è piuttosto allegra.

      Ti dirò che anche per intrecciare i capelli non mi dispiacerebbe, ma dovrei studiarmi un po’ di tutorial prima.

      Il furoshiki è sempre presente nei cartoni animati vintage. Classica l’immagine del cibo da picnic, tenuto nella stoffa che si apre e diventa anche tovaglia, oppure quella del viandante che ha una specie d’asta in spalla da cui pende un furoshiki che contiene i suoi averi. 😀

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  1. Ciao, che bellissimo articolo! Adoro i viaggi (altrui purtroppo, essendo una martoriata sofferente di attacchi di panico ) e mi è piaciuto molto lo stile con il quale lo hai raccontato, da leggere tutto d’un fiato….
    La crema da styling lush, da come ne descrivi il profumo e mi pare di vedere dalla consistenza, qui in Italia si vende con il nome di “crine tempestose” (vorrei tanto poter assistere ad uno sforzo creativo anche delle altre aziende cosmetiche!) ed è dedicata ai capelli ricci, riccissimi e che vorrebbero essere ricci da grandi. Ne provai anni fa un campioncino e, benchè i miei capelli siano degli spaghetti (dritti come quando sono crudi), mi innamorai oltre ogni limite del profumo divino che ha e lascia sulla chioma….Attendo comunque le recensioni specifiche dei prodotti, se deciderai di farle ovviamente 😀

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    1. ^#^ Mi fa piacere che l’articolo ti sia piaciuto! ❤

      Confesso che negli ultimi tempi sono diventata parecchio più "problematica" anch'io, relativamente alla gestione dell'ansia. Da ragazzina me ne fregavo altamente, non avendo problemi fisici di nessun genere, adesso invece, soffrendo di ipotensione, combatto quotidianamente con l'ipoglicemia, la nausea, il mal d'auto (e di tutti i mezzi di trasporto al mondo possibili e immaginabili. Fa eccezione l'aereo) e il rischio di svenimenti ogni 3 x 2, l'esperienza dei viaggi è diventata un po' meno rilassata rispetto al passato. Non riesco a non partire (morirei nel giro di poco se non potessi più viaggiare), ma devo fare una preparazione attenta e scrupolosa del bagaglio (cibo, medicine ecc), senza poter improvvisare niente. Avere una caramella in tasca o non averla può fare la differenza tra il collassare o meno e quando si è in giro da soli, con la gente che si allontana se ti vede star male, anziché soccorrerti, proprio una bella esperienza non è.

      Sai che controllando l'INCI di Crine Tempestose e paragonandolo a quello di R&B ho scoperto proprio adesso che sono la stessa cosa? Grazie per la tua osservazione! 😀 Correggerò subito il nome nell'articolo. Ho spulciato sul sito italiano per trovare le traduzioni dei nomi in inglese, ma dato che non sempre corrispondevano letteralmente, ho pensato che R&B non fosse ancora arrivata da noi. Hahah, che malfidata che sono! Avendola provata anche tu, sai allora perfettamente che bella consistenza abbia, che profumo e che manna dal cielo per i capelli sia!

      Certo, recensirò tutto in articoli separati, a barattoloni terminati. :-*

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