Collaborazioni

Collaborazioni | WELEDA (prima parte)

Buon dì, ragazze. 💚

Inizio la settimana parlandovi della collaborazione che sto avendo il piacere di portare avanti con un marchio molto conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, nonché pionieristico nel campo della green beauty: Weleda. 🌿

Le nostre strade si erano incrociate un po’ per caso prima del mio passaggio all’ecobio, quando, su consiglio di un’amica americana, avevo acquistato tre prodotti della linea Granatapfel (melograno): la crema giorno, il siero e la crema notte. Mi erano piaciuti così tanto che oggi, a distanza di anni e con consapevolezza ben diversa (in meglio!) nei confronti della cosmesi eco-sostenibile e dermo-compatibile, mi ritrovo a collaborare con l’azienda grazie all’opportunità datami da Elena, la gentilissima Social Media Manager di Weleda Italia.

“Weleda: in accordo con l’uomo e la natura – dal 1921”.

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L’origine: La casa madre Weleda si trova ad Arlesheim, nei pressi di Basilea. Proprio lì, nella stupenda Svizzera, dove la natura non è affatto marginale, bensì elemento predominante e fonte di ispirazione continua, nasce, nel 1921, il laboratorio farmaceutico con annesso orto di piante officinali, che negli anni a seguire si espanderà sempre di più, fino a costituire l’azienda che conosciamo oggigiorno.

Il nome: Weleda è la trascrizione in tedesco moderno di Veleda (o Velleda), famosa völva (donna sciamano) della tribù germanica dei Bructeri, originari di quello che oggi è il Land tedesco della Renania-Westfalia. Fu lei ad ispirare la rivolta batava contro l’Impero Romano di cui la Germania Magna era diventata ormai Provincia, predicendo gli iniziali successi dei ribelli. Nel libro De origine et situ Germanorum, Tacito osserva che Veleda “esercitava una vasta autorità, secondo un’antica credenza germanica che attribuiva a molte donne il dono della profezia e qualità divine”. Fatta poi prigioniera, su di lei Tacito scriverà ancora: “Abbiamo visto noi Romani, al tempo del divo Vespasiano, Veleda esser considerata da molti come un dio”.

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{ Statua di Veleda, realizzata da Hippolyte Maindron, nel giardino del Museo Jean Lurçat di Angers, nel sud della Francia  }

La scelta del nome, pertanto, non è casuale e rimanda alla storia, alla mitologia germanica, alla forza di una donna fuori dal comune, al suo legame con la realtà sensibile e l’ignoto, presente e futuro, il mondo dei riti, le cure e i rimedi naturali, l’impiego delle erbe autoctone non soltanto funzionali alla rivelazione dei vaticini. Ci troviamo, in pratica, di fronte alla Dea teutonica della Salute e della Saggezza. Affascinante, vero? 😳

Il logo: La grafica dell’immagine più iconica di Weleda nel mondo si compone di tre elementi – una linea verticale intorno alla quale si avvinghia o sovrappone, morbida, una spirale, che riproduce una /W/ perfettamente simmetrica, ed infine due cornici più esterne che interagiscono idealmente tra di loro.

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Hermes, il messaggero dell’Olimpo, ha ispirato la riproduzione del bastone centrale, simbolo di verità e affidabilità, oltre a rappresentare il legame tra divino e umano, i mondi nei quali si muoveva giornalmente il lesto dio dai calzari alati. La spirale rimanda invece al serpente, rettile associato sin dall’antichità al concetto di guarigione e di arte medica. 🐍 Non a caso, l’iconografia del dio greco della Medicina, Asclepio, contempla sempre un bastone, intorno al quale è avvolto un serpente. I segmenti esterni, infine, anch’essi caratterizzati da un andamento curviforme, incarnano l’idea di protezione e quella d’interazione tra dare e ricevere, produzione e consumo, dottore e paziente.

La storia: Tutto risale alla nascita dell’antroposofia, la medicina alternativa codificata da Ita Wegman e Rudolf Steiner (al centro, nella foto), la quale incoraggia l’individuo a considerare corpo, mente e spirito come elementi collegati intrinsecamente al mondo che li circonda, costituendo un sistema di relazioni olistico.

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Sulla base di queste premesse, i due dottori si unirono ad un gruppo di scienziati e studiosi per capire in che modo utilizzare la medicina antroposofica nella cura dei loro pazienti. Ben consci del fatto che il corpo umano, se aiutato nella giusta maniera, dimostra una straordinaria propensione alla guarigione, svilupparono la nozione di “approccio personale”. Curare un paziente non era più un’azione schematica, basata su concetti squisitamente scientifici, bensì una collaborazione olistica tra corpo, mente e spirito, facilitata e incoraggiata da ingredienti di origine naturale. Dalla teoria si passò subito alla pratica, con la creazione di uno dei primi giardini biodinamici del mondo.

Se tutto ciò vi ricorda in qualche volta la filosofia “new age”, forse dovrei specificare che si tratta più precisamente di pura e semplice “old age”. Un modus operandi, in sostanza, comune ai popoli di tutto il mondo, prima ancora che venisse teorizzata dal Dottor Steiner e il suo staff, e certamente anteriore alla comparsa delle sostanze di origine sintetica (progresso e regressione insieme, dato l’impiego errato che se ne è fatto e che ancora se ne fa).

Il successo della medicina antroposofica fu enorme. I pazienti risposero in maniera molto positiva alle cure olistiche, guarendo più velocemente e soprattutto, in maniera definitiva, mentre benessere e equilibrio erano ristabiliti senza l’impiego di nessun farmaco che contenesse sostanze o conservanti chimici.

Il pensiero di Rudolf Steiner ebbe un’importanza fondamentale per Weleda. Sebbene egli non abbia mai svolto una funzione direttiva ufficiale, insieme alla dottoressa Wegman, fece parte di un gruppo consultivo che fornì ampio sostegno all’azienda. Il dottore ne scelse anche il nome e disegnò il logo nella foggia descritta in precedenza.

Weleda, forte dell’efficacia del metodo olistico-antroposofico, mise ben presto radici in Francia e Germania, quindi in Nord America e da lì in tutto il mondo.

Oggi l’azienda è presente in ben 50 nazioni, eppure molto poco è cambiato nei suoi 95 anni di storia. Il giardino biodinamico è sopravvissuto al tempo, vedendosi ormai replicato come bioma eco-sostenibile in tutte le latitudini del globo, ed altrettanto forte è ancora la nozione per la quale sono gli ingredienti naturali a conferire al corpo tutto ciò di cui ha bisogno (per guarire e mantenersi in salute).

Il marchio continua a crescere ed espandersi, confidando anche nell’operato di persone come me (o voi), sinceramente appassionate di ecobio e entusiaste di contribuire alla diffusione della sua storia, della sua filosofia e del suo amore per  la cosmesi naturale, la salute e il rispetto dell’ambiente.

{ Dipinto di sabbia: La storia di Weleda illustrata da Frauke Menger }

Antroposofia: dal greco ἅνθρωπος = uomo + Σοφία = conoscenza, sapienza. Medicina e pensiero per i quali l’essere umano è costituito da quattro parti: una corporea (il fisico) e tre di natura immateriale (il corpo eterico: le forze che danno forma alla vita; il corpo astrale: i sentimenti; e il corpo egotico: lo spirito). Quando l’armonia esistente fra tali componenti si spezza, subentra la malattia.

Olismo: dal greco antico ὅλος = “tutto”. L’olismo concepisce l’uomo, e dunque la sua salute, come un’unità di corpo, mente e spirito, anziché la risultante di una relazione causa-effetto.

La filosofia di Weleda: “La finalità di Weleda è quella di conservare, migliorare e ristabilire la salute delle persone, grazie alla produzione di cosmetici naturali olistici e farmaci per le terapie antroposofiche. L’interazione responsabile, nei confronti sia della natura sia delle persone, è sempre stata parte integrante della nostra attività, sin da quando Herr Steiner ha concorso a creare la visione di un’azienda al completo servizio dell’uomo e del mondo. Che ciò si realizzi per mezzo del fair trade, della coltivazione biodinamica o dell’attenzione per le esigenze dei nostri impiegati, la sostenibilità è sempre parte fondante del nostro lavoro”.

L’eptalogo o i 7 valori più importanti di Weleda:

1. Equo trattamento di clienti, collaboratori e fornitori;

2. Rapporto di reciproca collaborazione tra dirigenti e dipendenti;

3. La qualità in senso esteso;

4. Fusione delle scienze naturali e spirituali nel processo di ricerca e sviluppo;

5. Elevati standard di rispetto dell’ambiente;

6. Pratiche commerciali etiche e che creano valori;

7. La diversità culturale come forza ispiratrice.

Le certificazioni:

Vegan | SA8000 (Responsabilità Sociale d’Impresa) | NaTrue | The Butterfly Mark

Le linee cosmetiche: Viso, corpo, mamma & baby, capelli, uomo, igiene orale e profumi, formulate con olio di mandorle dolci, melograno, calendula, arnica, avena, malva, betulla, abete, rosa mosqueta, lavanda, limone, ratania, enotera, olivello spinoso, salvia, germe di grano, amamelide e iris, tutti coltivati nei giardini biodinamici che l’azienda ha creato nel mondo (Brasile, Francia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna…).

Medicina omeopatica + Sciroppi e succhi.

I prodotti che ho ricevuto in omaggio:

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Intanto il bellissimo sacchetto (sacco a dire il vero 😳) di juta che li conteneva…

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… e il magazine che li accompagnava. 🤓

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Linea Mandorla VISO: Latte detergente (non profumato) (1 campioncino) | Linea Mandorla VISO: Olio comfort (non profumato) (1 campioncino) | Linea Mandorla VISO: Trattamento idratante comfort (non profumato) (1 campioncino)

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Eau Naturelle Parfumée: Jardin de vie ROSE (1 campioncino) | Eau Naturelle Parfumée: Jardin de vie AGRUME (1 campioncino)

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Linea Rosa Mosqueta VISO: Trattamento idratante levigante  (2 campioncini) | Linea Rosa Mosqueta VISO:  Contorno occhi levigante (7 campioncini)

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Linea Melograno VISO: Siero rassodante (2 campioncini) | Linea Melograno VISO: Trattamento giorno rassodante (1 campioncino)

Linea Betulla CORPO: Gommage doccia per una pelle morbida e levigata (full size)

Linea CAPELLI: Olio nutriente per capelli fragili e sfibrati (full size)

🌸🌹🌻🌱🌼🌿

I cosmetici ricevuti sono stati da me selezionati e proposti ad Elena – in quanto più adatti alle caratteristiche della mia pelle e dei miei ricci – la quale ha soddisfatto carinissimamente la mia richiesta. Le due full size sono state una gradita sorpresa, così come preziosi sono i campioncini reiterati che renderanno più preciso ed esaustivo il mio giudizio di tester. A presto con le recensioni di tutti i prodotti!

Weleda sul web: Sito ufficiale | Facebook | Twitter.

http---signatures.mylivesignature.com-54494-117-2C9A14150336B889D8C7744E911D5F41

Instagram | biocometiamo

Have you ever questioned the nature of your reality?

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12 thoughts on “Collaborazioni | WELEDA (prima parte)

  1. Impazzisco per le peonie, le trovo meravigliose e credo mi rappresentino appieno (so che non c’entra nulla ma hai messo delle foto così carine, non potevo fingere di non vedere!).
    Ho avuto la possibilità di provare i prodotti corpo al melograno di Weleda, me li regalò una amica per il compleanno e ne rimasi veramente estasiata, sia per la resa che per il profumo incantevole che hanno e lasciano sulla pelle.
    Tral’altro, non manco mai di sniffare come un cane da tartufo il tester del profumo, quando capito nella zona beauty dei negozi NaturaSi….
    Per le bloggers le collaborazioni sono un argomento un pò spinoso, talvolta c’è il rischio che si cada nel ridicolo, con il pessimo risultato che sul web si trovano mille articoli da “copia/incolla” tutti relativi agli stessi prodotti…Almeno finchè le aziende li distribuiscono gratuitamente…
    Invece il tuo stile mi piace moltissimo.
    In primis perchè ti prendi tutti il tempo per comprendere realmente quali sono i benefici/difetti dei prodotti che provi, comprese le reazioni sia positive che negative della pelle, in maniera tale da offrire una opinione concreta e non soltanto una impressione, ed in secondo luogo perchè non leggo mai qualcosa di superficiale o scontato, niente esclusive ai “superlativi assolutivi” che troppo spesso la fanno da padrone quando si tratta di prodotti “aggratis”.
    Conoscere poi le origini, la filosofia e la storia di una azienda possono fare la differenza quando si valuta la qualità di una linea cosmetica, specie se a muovere le tue scelte è uno spirito realmente etico e rispettoso.
    Beh, attenderò pazientemente e diligentemente le tue review, sono piuttosto curiosa soprattutto della linea viso alla mandorla…
    😉

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    1. Buon pomeriggio, cara! Amo anch’io le peonie e sono fortunata ad averne diverse siepi in giardino (a casa dei miei, ma fai conto che sono mie :D). Ormai stanno sfiorendo, ma per oltre venti giorni sono state uno spettacolo assoluto da vedere. Abbiamo anche una qualità più tardiva, fucsia-viola, che pare però meno resistente alle “intemperie” e mette dei fiori un po’ meno pomposi.

      La linea al melograno è sublime! Sono stata molto contenta di trovarne dei campioncini all’interno del pacco. All’epoca, avevo comprato i prodotti in America e dopo averli finiti, in Italia mi era stato impossibile reperirli. A distanza di anni, ora è decisamente più facile, anche se dovrò farlo online e questo toglie sempre un po’ di magia alla bio-compera. Sniffo anch’io profumi e creme come il miglior cane da tartufi al mondo, sai? Credo che la componente olfattiva faccia molto quando si approccia per la prima volta un cosmetico. Un buon odore non è sinonimo di efficacia, per carità, ma è un po’ come per la cucina, dove anche l’occhio vuole la sua parte. 😉

      Grazie per le bellissime parole! Effettivamente sono troppo iper critica nei confronti di chi scrive sulle collaborazioni “tanto per”, per ridurmi anch’io a fare quei copia-incolla privi d’anima. Sul sito italiano di Weleda, tanto per dirne una, non c’era nulla riguardo l’origine del nome o l’immagine del logo. Ho pensato così che fosse un mio preciso dovere scavare e trovare info al riguardo. Imbattermi in una divinità germanica e in un simbolismo che coinvolge la mitologia greca, è stato come invitarmi a nozze, hahah. Adoro la storia e le materie umanistiche, c’è poco da fare. Stupende anche le figure del dottor Steiner e della dott.ssa Wegman, il loro approccio alla medicina e per estensione, la cosmesi. Sono cose che ti fanno apprezzare enormemente un’azienda, a prescindere poi dall’efficacia o meno che un prodotto possa avere su di te.

      Mi prenderò tutto il tempo necessario per testare quanto mi è stato inviato, don’t worry. Per questo procedo con un post introduttivo iniziale, seguito, quando sarà, da quello contenente le recensioni effettive. Ricevere una cosa oggi e parlarne già domani come se la si utilizzasse da mesi, è onestamente ridicolo!

      La linea alla mandorla mi pare estremamente adatta al mio tipo di pelle secca-sensibile. Ti farò sapere come mi trovo! ❤

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      1. Non posso che apprezzare gli “sforzi” che fai per rendere il tuo spazio il più realmente virtuale possibile, perché uno dei motivi che mi ha spinta a tentare di comprendere il mondo dei blog è stata l’uniformità incredibile che trovavo….
        E nella mia testolina criticona mi dicevo ” ma chi le farà ste creme Padre Pio che sono un miracolo per tutti i tipi di pelle/donna/problema?”
        Mah….meno male che qualche voce fuori dal coro esiste!

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  2. cara dani
    che ricco questo tuo escursus così dettagliato:) mi piace un sacco scoprire poi le origini di un nome , di una tradizione ..non conoscevo veleda e la sua statua al sud della francia : wow…
    è bello leggerti e arricchirsi di continuo:)
    ti mando un grosso abbraccio
    daniela

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    1. Ciao Dani, grazie come sempre, per le bellissime parole. ❤

      Di Veleda (il personaggio storico) sapevo pochissimo anch'io prima di approfondire il discorso. Le donne della mitologia e del folklore, ad ogni modo, mi affascinano sempre tantissimo. Portano alla mente rituali arcani. 🙂

      Sai che c'è anche un asteroide chiamato Veleda? Ed eccola ritratta da Charles Voillemot: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ea/Velleda.jpg :-*

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